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domenica 5 novembre 2017

Oscar 2017 per il miglior titolo giornalistico al 'Venerdì' di 'Repubblica'

La notizia è arrivata, inattesa, alle prime luci dell'alba, rimbalzando su  tutti i mezzi di grande
comunicazione. Si era riunita nella notte, pressata dagli eventi,  a Los Angeles la commissione internazionale che assegna ogni anno l'Oscar per il miglior titolo di giornale. E benchè la proclamazione del vincitore avvenga solitamente a Natale, quest'anno la commissione non ho voluto attendere, e ne ha spiegato le ragioni. Perchè tanta fretta?

 L'altro ieri, Il Venerdì, settimanale di Repubblica, è uscito con un dossier sul nostro patrimonio  storico artistico e  sulle designazioni dell'Unesco che, in tale senso, vedono l'Italia in cima alla classifica dei siti 'patrimonio dell'umantà', ma mettendo in guardia su un pericolo che l'Italia corre. Il nostro paese potrebbe essere superato addirittura dalla Cina, che nella classifica mondiale risulta già al secondo posto, ad un solo punto (sito) di distanza dall'Italia. che, sprezzante del pericolo, continua a degnare di scarsa attenzione i suoi tesori.

Al'interno del giornale anche  un lungo servizio dedicato a Matera, la 'città dei sassi', inserita già dall'Unesco nei siti di grande interesse, e che nel 2019 - come si sa - sarà capitale europea della cultura,  avendo superato anche L'Aquila - che si era candidata all'epoca della designazione, e che in fatto di rovine vantava e vanta tuttora un primato anche su Matera che delle sue  antiche rovine ne ha fatto un punto d'onore, motivo di attenzione e fonte di guadagno, mentre L'Aquila  dalle sue recentissime rovine, causa terremoto, non riesce ancora a liberarsi.

 Quanto tale premio sia ambito dalla carta stampata mondiale noi sappiamo da tempo, perché moltissimi anni fa, un giornale che allora dirigevamo - Piano Time - vinse tale premio, con il titolo di copertina: La Scala del paragone, alludendo all'arrivo a Milano di Riccardo Muti, dopo l'uscita di Claudio Abbado, e sfruttando l'omonimo titolo di una delle opere di Rossini: La scala del paragone appunto.

A convincere i giudici americani sull'assegnazione e proclamazione anzitempo dell'Oscar 2107 per il miglior titolo di giornale, è stato il titolo di copertina del Venerdì : Patrimonio all'Italiana, che  giocava con il titolo del notissimo film di Vittorio De Sica, Matrimonio all'italiana. Ma più ancora li ha convinti ad anticipare di qualche mese l'annuncio del vincitore, è stato il titolo del servizio interno dedicato a Matera, che ha realizzato  così una  inattesa doppietta insuperabile ed ineguagliabile: MATERALISMO STORICO..

 Fra i candidati che si sono visti scippare l'Oscar 2017  per il miglior titolo di giornale c'era anche Il Manifesto, che proprio oggi sotto la foto di Renzi e  del candidato alla presidenza della Sicilia aveva messo il titolo Sotto il ponte (giocando sul fatto che la destra, ed anche la sinistra, hanno  ritirato fuori la costruzione del ponte, mentre la sinistra alla quale i sondaggi assegnano una sonora sconfitta,  potrebbe finire 'sotto i ponti' come i barboni). Il Manifesto, prima del Venerdi ,che al quotidiano comunista ha rubato un titolo  di  sua pertinenza, ha, per la titolistica una innata propensione e grande  talento, oltre che un vero e proprio pallino, e in anni passati è stato più volte candidato ed anche vincitore di detto Oscar, assegnato per il 2017, all'unanimità, dalla giuria internazionale, riunita a Los Angeles, al Venerdì di Repubblica , che quest'anno compie trent'anni di vita.

sabato 6 dicembre 2014

E' morto Manuel De Sica e ci dispiace molto. Però non era un grande musicista e non ha studiato con Bruno Maderna.

Papà, ma dove mettono i cattivi - chiese il bambino a suo padre visitando il cimitero del suo paesello e leggendo sulle tombe iscrizioni di lodi del defunto.
 Manuel De Sica, che è morto ieri, al contrario, era un uomo buono per davvero, schiacciato dalla figura di suo padre Vittorio, alla cui ombra egli viveva ed alla cui memoria aveva deciso di dedicarsi per tutta la vita. Lo frequentammo alcuni anni fa, al tempo in cui veniva restaurato, per conto del Casinò di Venezia, il capolavoro del neorealismo 'Ladri di biciclette' proiettato poi alla Mostra del Cinema  - un progetto che Anna Elena Averardi, 'consulente per l'immagine' dell'Istituzione veneziana, presentò all'allora presidente del Casinò, avv. Mauro Pizzigati che, immediatamente, lo sposò e finanziò. Manuel De Sica era persona amabile e fragile, consacrata alla memoria del padre, più che alla propria promozione. Oggi sui giornali leggiamo di lui il solito 'coccodrillo' troppo inesatto per essere vero, ed anche con evidenti falsità.
 'Grande musicista', titolava qualche giornale, fra tutti il quotidiano della Capitale che, come altri,  forniva oltre i titoli dei film per i quali egli aveva scritto il commento musicale, anche gli ensemble cameristici per i quali aveva composto musica, fuori degli schermi, soprattutto 'sonate' per strumenti solisti.Vero, tutto vero.
Ma che Manuel fosse un grande musicista,  ce ne corre. Faceva di professione il musicista, questo è vero, soprattutto  per commentare pièces teatrali, documentari e film, ed anche ciò corrisponde a verità; ma ancora un segno del suo genio musicale non è emerso, come forse potrebbe domani,  cercando fra i suoi lasciti non ancora resi pubblici.
 Ciò che  pure hanno scritto i giornali e che è del tutto falso, perchè privo di ogni fondamento, è  che Manuel abbia studiato  con Bruno Maderna al Conservatorio di Santa Cecilia. Primo perchè Maderna non ha mai insegnato, secondo perché Maderna non ha mai insegnato in una istituzione pubblica e tanto meno al Conservatorio di Santa Cecilia, dove, invece, si era diplomato.
   Forse per dire, innocentemente,  che aveva studiato al Conservatorio di  Santa Cecilia, dove pure s'era diplomato Bruno Maderna (ma anche una schiera infinita di ottimi musicisti), ci si è spinti ad affermare, per inciampo non del tutto innocente, che era stato allievo di Maderna. Conosciamo le infinite bugie dei musicisti, per crearsi un albero genealogico che non possono per nessuna ragione vantare.
 Per limitarci, esemplificativamente, ai direttori d'orchestra, nel curriculum di molti di loro leggiamo che hanno studiato con Franco Ferrara, il mitico direttore insegnante. Se fosse vero che egli abbia avuto tutti quegli allievi che si autoprofessano tali, non gli sarebbero bastati tutti gli anni che è vissuto ed ha insegnato, già solo per vederli sfilare davanti ai suoi occhi, senza neanche farli salire sul podio per guardarli in faccia all'orchestra.
 Senza considerare che essere stati allievi di qualche genio non può far diventare genio chi non lo è. Serve, nel caso, solo a dire che tizio o caio si sono formati in una buona scuola. E basta.
 Per tornare a 'Manuel De Sica allievo di Maderna', fra i due ci potrebbe essere stato un incontro, anzi ci sarà stato sicuramente, quando negli anni Sessanta suo padre figurò come recitante, in un disco diretto da Maderna  e dedicato a Brecht/ Kurt Weill. Alla realizzazione di quel disco Ricordi (1964) partecipò  come cantante anche Laura Betti.
In quell'occasione, figuriamoci se papà Vittorio non abbia colto l'occasione per dire a Maderna che aveva un figlio che studiava musica, e Maderna risposto che voleva conoscerlo e che anzi occasione più propizia di quella di assistere alla registrazione, forse non si sarebbe mai più presentata. Detto fatto. Semmai fu quella l'unica  indiretta ed informale lezione di Maderna a Manuel, che allora aveva 15 anni e frequentava il Liceo all'Istituto Nazareno.