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domenica 16 aprile 2017

Su Gianluca Capuano, 'scoperto'(?) da Cecilia Bartoli e su Giacomo Carissimi nato(?), secondo Wikiradio, il 18 aprile 1605

Leggiamo della bella carriera che in questi anni sta facendo Gianluca Capuano. E leggiamo anche che a scoprirlo e lanciarlo  sarebbe stata la celebre Bartoli, Cecilia per tutti. La quale Cecilia, sicuramente ha aperto a Capuano porte che solo Lei poteva aprirgli, a maggior ragione da quando, ormai famosa, comanda anche a Salisburgo ( Festival di Pentecoste) ed altrove (Opera di Zurigo).
 Ma Gianluca Capuano è noto negli ambienti musicali, soprattutto  in  quelli dove si pratica il repertorio barocco  e quello immediatamente successivo - Mozart incluso - da molto prima della Bartoli.
 Noi almeno lo conosciamo da quasi una quindicina d'anni. Nel nostro mestiere di critici capita di imbattersi in artisti che  agli inizi della carriera mostrano già evidenti i segni di quella futura. Come appunto ci capitò agli inizi degli anni 2000, quando Capuano che da allora lavorava alle opere di Giacomo Carissimi, in rapporto con il famoso archivio milanese 'Manusardi', dirigeva l'ensemble vocale strumentale 'I Madrigalisti ambrosiani' con i quali aveva inciso in quegli stessi anni alcuni oratori del celebre compositore, i quali furono poi pubblicati  in CD ed allegati al mensile Amadeus.
 Noi ascoltammo quegli oratori e, in occasione della nostra prima ed unica - ma anche gloriosa, lasciatecelo dire orgogliosamente - direzione artistica ( per l'edizione  2004 del Festival internazionale delle Nazioni di Città di Castello) lo invitammo a farci ascoltare Carissimi ( Jephte e  Extremum Dei Judicium) con i suoi 'Madrigalisti Ambrosiani'.

 Quell'anno, per chi ha la memoria corta, e, dalle parti di Città di Castello, sembra  industriarsi fintamente a dedicare il festival ad una nazione 'ospite' ( senza avere la minima cognizione di cosa sia la nazione ospite dal punto di vista musicale,  dove perciò i programmi si fanno attraverso le rappresentanze culturali dei vari paesi e le loro  non disinteressate offerte/proposte) dedicammo il festival alla 'NUOVA ITALIA', a quei musicisti cioè che appartenevano alla generazione dei quarantenni e che che si stavano facendo onore nel mondo. Per usare una espressione abusata: 'la meglio gioventù musicale italiana'!( si guardi il programma del 2004, si leggano i nomi dei musicisti presenti, e ci si convincerà di quel che andiamo dicendo). E che gioventù, nella quale comprendemmo anche Gianluca Capuano il quale fece ascoltare due oratori del celebre Carissimi ed anche un Salmo ( Beatus vir) di Charpentier. Insomma a scoprire Capuano fummo anche noi, per quello che era nelle nostre possibilità, se poi la Bartoli con i suoi potenti mezzi, l'ha lanciato meglio per lui, ed anche per la Bartoli che ha favorito un musicista meritevole.

 IL nome di Capuano ci è venuto in mente ascoltando oggi a Radio 3 ( a proposito, non è possibile sapere chi ha preso il posto di Michele dall'Ongaro, da quasi due anni al comando di Santa Cecilia, in qualità di responsabile della musica?), per la rubrica Wikiradio, la voce Giacomo Carissimi, curata da Alessandro Quarta, che altre voci ha già curato per la medesima rubrica.
 Sul sito di Radio 3 si legge che Carissimi nacque a marino il 18 aprile 1605.  E immaginiamo che questo abbia detto Quarta parlando del musicista. Senza avvedersi forse che  non è corretto dire, senza tema di errori, che Carissimi sia nato a Marino il 18 aprile del 1605. Anche se è assai probabile. Ma non certo. Perchè l'unica cosa certa dei primi passi di carissimi, è che fu battezzato il 18 aprile, come risulta dai documenti parrocchiali marinesi.
 Si sa che in passato il battesimo veniva celebrato molto vicino alla nascita, e dunque Carissimi potrebbe essere nato quella stessa mattina e battezzato in giornata. Ma potrebbe anche essere , non dandoci nessuna notizia l'atto di battesimo, che Giacomo Carissimi sia nato un  giorno prima, almeno un giorno,  se non due, o magari di notte, a cavallo fra un giorno e l'altro.
 E dunque visto che si tratta di una voce di enciclopedia, seppure 'fatta in casa', a giudicare dai curatori che non sono sempre scelti in base alla loro competenza sulla singola materia, sarebbe stato meglio dire che Giacomo Carissimi fu battezzato a Marino, suo luogo di nascita, il 18 aprile del 1605. E che suo padre faceva di mestiere il 'cupellaro' ( il falegname che fa le botti) . Non esiste a Roma via delle Coppelle in centro, alle spalle del Senato, ed anche Piazza delle Coppelle, dove, fra l'altro, aveva casa Nino Rota?
 

sabato 16 luglio 2016

Per un sovrintendente( direttore generale) che se ne va - Corbani, dall'Orchestra Verdi di Milano - ve ne è un altro che si vuole far tornare: Girondini all'Arena di Verona

Luigi Corbani,  lascia dopo ventuno anni di onorato servizio a capo dell'Orchestra Verdi di Milano, fondata con Vladimir Delman e guidata con timone fermo nelle acque agitatissime nelle quali il Ministero - i vari ministri e Nastasi - l'hanno costretta a navigare, fino all'altro ieri, quando invece, Corbani, sorretto dalla sua nobile ciurma, l'ha fatta approdare  nel porto sicuro delle ICO ( Istituzioni Concertistiche Orchestrali) che le garantiranno per gli anni a venire, se proseguirà la buona amministrazione dell'Orchestra ed i buoni risultati artistici e di pubblico,  una navigazione più felice.
 Ora Corbani ha deciso di passare la mano e ritirarsi, per un meritato riposo perché in tutti questi anni ha dovuto condurre una lotta all'ultimo sangue con lo Stato cieco che toglie ai meritevoli per dare agli scialacquatori - come accade molto spesso.
 A giorni si attende la nomina del nuovo direttore generale, in realtà con le mansioni di sovrintendente della Fondazione; e si spera che  arrivi un altro navigato guerriero pronto  a puntare nuovamente i cannoni contro lo Stato, qualora qualche ministro, cieco come i suoi predecessori, voglia mettere nuovamente in difficoltà l'Orchestra e la sua esistenza.
 Alla quale anche noi, nel nostro piccolo, dodici anni fa, nel 2004 - nell'unico anno in cui abbiamo avuto una responsabilità artistica al Festival delle Nazioni di Città di Castello - abbiamo mostrato ed offerto sostegno, impegnando l'Orchestra, in varie formazioni anche cameristiche, come 'residente' di quella bella edizione del festival che si ricorda ancora.
 Per un sovrintendente meritevole e benemerito che se ne va, a Verona c'è chi trama per far tornare al timone della Fondazione Arena, uno che di disastri, con la benedizione di Tosi, ne ha combinati negli anni della sua reggenza, e cioè Francesco Girondini. Lo vorrebbe ancor Tosi che è poi il sindaco presidente della fondazione che non più tardi di tre mesi fa ha portato i libri contabili della Fondazione al Ministero, per vedere di evitare il fallimento. Franceschini ci ha mandato il suo commissario di fiducia, Fuortes, che ha fatto carne da macello  dell'Arena (chiude la Fondazione per tre mesi l'anno,  scioglie il corpo di ballo mandando a casa i residui pochi individui stabili ecc...) e che  parte dei dipendenti preme perchè resti ancora per il 2017, mentre il suo mandato da commissario scade il 30 settembre p.v.
 Mentre Tosi, recidivo, vuole che il commissario vada via al termine del mandato ministeriale e vuole rimetterci ancora Girondini. Non gli è bastato. Tanto poi alla fine  se i conti nuovamente non torneranno, né Tosi né Girondini finiranno dietro le sbarre o pagheranno un solo Euro per i danni procurati.  Semmai la Fondazione fallirà definitivamente - tanto a Tosi non gli fotte niente - e l'Arena ricoperta, secondo il  suo tragico progetto finanziato da una società di 'intimo', potrà ospitare l'opera d'estate, e negli altri mesi, circhi, balletti su ghiaccio, spettacoli di ogni genere. Certi - ma chi gliela dà tale certezza - che affidata a mani private produrrà utili. Forse, ma li produrrebbe, anche ora, se i ladroni che l'hanno portata sull'orlo del fallimento saranno tenuti lontani dall' Arena, e Tosi, impedito di nuocere nuovamente.