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giovedì 22 giugno 2017

A Radio 3, c'è chi litiga con la lingua francese, inciampando perfino nella pronuncia di un titolo rossiniano celeberrimo

Confessiamo che  abbiamo nutrito sempre una sanissima invidia verso coloro che hanno dimestichezza con le lingue straniere, specie con l'inglese - perchè con il francese, la lingua dei nostri studi giovanili, almeno nella pronuncia, crediamo di cavarcela. Quando ascoltiamo i vari conduttori di Radio 3 - qui il termine ' conduttori' è giusto, non per i direttori d'orchestra che un certo giornalismo becero ora chiama anche 'conduttori' - pronunciare correntemente un termine od un nome inglese - la lingua che ci è sempre stata nemica, tanto da averne interrotto lo studio più di una volta - invidiamo la loro bravura con tutte le nostre forze. Salvo poi notare come taluni di essi, e uno in particolare, del quale già altre volte abbiamo scritto in anni passati,  se si ascolta(no) attentamente quel che dice (dicono) viene in animo di incolparlo(i) di apostasia e di delitto di logica.

Naturalmente c'è anche chi, pur nell'inglese, dove se la cava certamente meglio di noi, ma ci vuole assai poco, sembra parlare sempre con la bocca piena, rendendo praticamente insicuro e , di conseguenza, incomprensibile ogni cosa che dice, da quel che dice, alla lingua straniera.

Qualcuno ci dirà di fare i nomi, se non altro per invitarli a frequentare un corso intensivo di pronuncia inglese, ma anche di analisi logica e soprattutto del senso del discorso, cioè della 'logica' nel senso della filosofia: ma forse questo sarebbe troppo.

L'ultima novità, stamattina, sempre a Radio 3. Una voce femminile, presentata dal logorroico Camurri, attacca a presentare il programma della serata, che prevede una diretta dall'Opera di Roma, di una recita del Viaggio a Reims di Rossini, opera-cantata scritta per l'incoronazione di Carlo X.
Ora l'opera rossiniana, riscoperta molti anni fa da Abbado, che la diresse per la prima volta in tempi moderni a Pesaro e da allora tante altre volte è stata ripresa, è ormai celeberrima e straconosciuta, come celeberrima e straconosciuta è anche la cittadina francese dalla grandiosa cattedrale, al punto che non è consentito sbagliarne la pronuncia neache ad una conduttrice di Radio 3.

 Perciò non è consentito, a Radio 3, che la presentatrice che parla di musica e solo di questa, per giunta di musica cosiddetta classica, sia l'unica al mondo a pronunciare: VIAGGIO a RA(I)MS. Non si capiva  bene, in verità, se diceva RAMS o RAIMS, cioè se la 'I' la pronunciava ' o inghiottiva con la saliva. Questo è troppo!

sabato 25 marzo 2017

Se amate la cultura evitate 'Terza pagina' di Rai 5 curata da Armando Massarenti

Se amate la cultura e soprattutto tenete alla vostra salute mentale ed anche fisica, evitate su Rai 5 la trasmissione settimanale, per fortuna in seconda serata, 'Terza Pagina' di cui è autore e conduttore Armando Massarenti, responsabile del 'Domenicale' del Sole 24 Ore.
 Se invece  non tenete alla vostra salute, ed anzi vi piace il rischio, anche se così facendo mettete seriamente in pericolo la vostra stessa esistenza, allora accendete la tv, sintonizzatevi su Rai 5, ogni venerdì - la scelta del giorno 'di passione' non è casuale - e adagiatevi sul letto, mettetevi accanto ossigeno e stimolanti, ed aspettate di riprendervi, a fine trasmissione, se avete superato quelle 'rapide' dell'intelligenza.

Massarenti, bravo responsabile del settimanale culturale del Sole  24 Ore - che forse anche per quello, ma dal punto di vista economico, è in grave crisi - è la negazione assoluta del presentatore televisivo. ieri sera era in compagnia di Moni Ovadia. Il racconto delle tre notizie settimanali  di rilievo nel settore culturale, procedeva vivace come la recita del rosario fra anziani. Stesso tono, stesso sguardo, e quell'unica volta che ha accennato un sorriso a mezza bocca, qualcuno da dietro la telecamera deve averlo ripreso, consigliandogli  di non strafare. A Rai 5- ma è costume diffuso anche altrove - pensano che se uno sa fare bene una cosa, sicuramente deve saperne fare mille altre, altrettanto bene. E così, la cosiddetta rete 'culturale' affonda.

Noi abbiamo resistito, altrimenti non potremmo ora scriverne, ma non costituiamo un precedente, e non facciamo numero, perché la nostra  resistenza paziente è senza limiti. Ma pensiamo a
quella decina di telespettatori - sicuramente  non più di qualche decina -  che seguono la trasmissione, fra le quali ci sono certamente i più devoti fra i collaboratori del giornale di Massarenti. Tolti quelli del 'Domenciale', ai quali penserà Massarenti, per tutti i pochi altri temiamo per la loro salute.

 Nei giorni scorsi  due autorevoli commentatori televisivi si sono occupati di 'cultura e tv'. Uno è Grasso, sul Corriere, che ancora una volta ha manifestato la sua smodata passione per Camurri, qualunque cosa faccia in tv. Mentre, quando legge le pagine culturali a Radio 3  - che Grasso non ascolta - dimentica di stare alla radio, e pensa invece al suo interlocutore ideale, unico, tipo Scaraffia. Con il quale solo amerebbe  fare quattro chiacchiere 'culturali', non potrebbe farne con altri, perché solo loro due si divertono e capiscono.

Il secondo è il cattivissimo critico dell'Espresso,  Riccardo Bocca, che ha invitato i dirigenti Rai a dare  più spazio a Bollani,  che è fra i pochissimi in grado di sostenere una intera trasmissione sulla mucia che non è la canzonetta. Perchè allora mandarlo ad ore inusitate? Rischiate gente, mettete Bollani in prima serata. Perchè non può essere che per la Rai la musica sia solo  le canzonette. Che palle! Alzate il tono ed anche la qualità - esorta Bocca

Proprio raccogliendo l'invito di Bocca,  lanciamo anche noi una proposta: perchè in tv non ripropongono le famose e seguitissime trasmissioni del ciclo 'All'Opera!', condotto da Antonio Lubrano sui Rai 1? E perchè sia Grasso che Bocca nè in questa occasione nè in altre hanno mai citato quella famosa seguitissima trasmissione che, dopo sei  cicli (annuali), venne chiusa per la ben nota imbecillità e per l' analfabetismo degli dirigenti Rai del tempo,  che non difetta neanche agli attuali critici televisivi ?