Ieri Dibba ha preso la parola in Parlamento, esordendo: 'E l'ultima volta che parlo in Parlamento'. Dai banchi dell'opposizione, a questo esordio solenne da fine del mondo più che da fine legislatura - ormai prossima, questione di giorni - si sono levati dei mugugni, del tipo : "e che sarà mai, mica è la fine del mondo; quando non ci sarai più cercheremo di sopravvivere, ce ne faremo comunque una ragione...'. Ai quali, riprendendo il tono solenne, Dibba ha rilanciato: " anche molti di voi, non ci saranno più nel Parlamento prossimamente, quindi anche per molti di voi è l'ultima volta che hanno l'occasione di parlare... magari non hanno nulla da dire e taceranno, come del resto molti di voi hanno fatto nel corso dell'intera legislatura giunta ormai al capolinea, e via dicendo...", proseguendo con toni apocalittici, tipici non solo suoi, ma di molti esponenti del Movimento Cinquestelle che si vuole accreditare come 'millenaristico'.
E, in effetti, a dare un tono apocalittico a questa fine legislatura ci ha pensato anche il presidente di Confindustria, Boccia, il quale dopo aver rassicurato tutti sul miglioramento della situazione economica ed aver anticipato che l'anno prossimo il PIL sarà superiore a quello previsto, ha minacciato, nel solco di Dibba: " salvo che la politica non crei dei guai". Ecco il punto.
La politica che dovrebbe essere per il paese una risorsa, in grado di individuare i problemi ed offrire soluzioni oltre che accompagnare con azioni mirate la crescita e lo sviluppo, in Italia, in maniera più evidente che altrove, la politica crea problemi, non li risolve.
E le elezioni ormai prossime - tutti pensano alla data del prossimo 4 marzo, con le Camere sciolte addirittura prima della fine dell'anno - rappresentano una incognita, solo negativa. Da subito.
Nella discussione della Legge finanziaria il solito assalto alla diligenza, in prospettiva elettorale: chiunque fra quelli che hanno scaldato gli scranni in Parlamento per un quinquennio, fanno a gara a mettere i bastoni fra le ruote al carro degli avversari, reclamando regalie o elemosine di ogni genere per il proprio elettorato, giocando al rialzo con pretese talvolta irragionevoli, noncuranti del bene del paese. Al quale, però, tutti si richiamano, quando non fanno politica, ma chiacchierano soltanto.
In questi giorni tale richiamo al bene del paese ed alla responsabilità risuona ovunque, mentre ci sono cambi di casacche, spostamenti da destra a sinistra e tutti, gruppi, movimenti e partiti sono in fibrillazione per la compilazione delle liste.
In conseguenza delle quali, molti parlamentari, come faceva notare Dibba, possono dire addio a Montecitorio o a Palazzo Madama perchè non saranno neanche candidati o non eletti. Con la consolazione, unica, che essendo la legislatura arrivata alla sua conclusione naturale , quando raggiungeranno l'età dei 65 anni, avranno il beneficio del vitalizio.
Il quale, a detta della Meloni, spiritosissima: quest'anno il vitalizio è stato rimandato all'anno prossimo!
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mercoledì 13 dicembre 2017
sabato 9 dicembre 2017
" Lasciate ogni speranza voi d'entrare" ...nei Conservatori
E' molto più facile uscirne, dai Conservatori, come sa bene Danilo Rea, il musicista jazz che da poco ha abbandonato VOLONTARIAMENTE l'insegnamento al Conservatorio di S.Cecilia a Roma, per dedicarsi interamente al concertismo, che entrare, per insegnarvi- come lo stesso Rea ha denunciato.
Perchè è accaduto che nella Legge finanziaria - quella che un tempo si chiamava 'milleproroghe' o 'mille regalie', che ora ha cambiato nome ma non sostanza - qualcuno, di notte, ha fatto uno scherzetto ai 1300 circa insegnanti di Conservatorio che attendevano da anni la fine della loro precarietà, ed a i quali era stato promesso, e, inserito nella Finanziaria, un articolo che li stabilizzava.
Una bella mattina, ignari di quanto era accaduto la notte, i 1300 si sono trovati quell'articolo scomparso, mentre resisteva l'articolo che sanciva il finanziamento statale agli Istituti musicali pareggiati. Il presentatore di quell'articolo 'stabilizzatore', per protesta, si è dimesso da qualche cosa, non ricordiamo quale, e quell'articolo non sappiamo ancora se sarà reintrodotto.
Come fa capire Danilo Rea, quei professori insegnano da anni dunque non costituirebbe la loro stabilizzazione una spesa eccessiva nuova. Ma allora perchè una mano diabolica ha cancellato quell'articolo riguardante i Conservatori statali, mentre ha mantenuto quello relativo agli Istituti pareggiati?
Non si può proprio dire, come si è sempre pensato, che 'la notte porta consiglio', perchè in questo caso, 'la notte porta scompiglio', anzi imbroglio!
Tutti sperano che si rimedi al passo falso; senza bisogno che si sottolinei che fra i precari, quasi a vita, ci siano anche musicisti di valore e molto noti. Tutti i musicisti che insegnano da molti anni, con incarichi annuali rinnovati ad ogni inizio delle lezioni, e con destinazioni che possono andare, di anno in anno, da Palermo a Bolzano (non si dimentichi questo, che è un particolare degli insegnanti di Conservatorio!) sono uguali e vanno considerati alla stregua di musicisti anche noti, dediti all'insegnamento.
Perchè è accaduto che nella Legge finanziaria - quella che un tempo si chiamava 'milleproroghe' o 'mille regalie', che ora ha cambiato nome ma non sostanza - qualcuno, di notte, ha fatto uno scherzetto ai 1300 circa insegnanti di Conservatorio che attendevano da anni la fine della loro precarietà, ed a i quali era stato promesso, e, inserito nella Finanziaria, un articolo che li stabilizzava.
Una bella mattina, ignari di quanto era accaduto la notte, i 1300 si sono trovati quell'articolo scomparso, mentre resisteva l'articolo che sanciva il finanziamento statale agli Istituti musicali pareggiati. Il presentatore di quell'articolo 'stabilizzatore', per protesta, si è dimesso da qualche cosa, non ricordiamo quale, e quell'articolo non sappiamo ancora se sarà reintrodotto.
Come fa capire Danilo Rea, quei professori insegnano da anni dunque non costituirebbe la loro stabilizzazione una spesa eccessiva nuova. Ma allora perchè una mano diabolica ha cancellato quell'articolo riguardante i Conservatori statali, mentre ha mantenuto quello relativo agli Istituti pareggiati?
Non si può proprio dire, come si è sempre pensato, che 'la notte porta consiglio', perchè in questo caso, 'la notte porta scompiglio', anzi imbroglio!
Tutti sperano che si rimedi al passo falso; senza bisogno che si sottolinei che fra i precari, quasi a vita, ci siano anche musicisti di valore e molto noti. Tutti i musicisti che insegnano da molti anni, con incarichi annuali rinnovati ad ogni inizio delle lezioni, e con destinazioni che possono andare, di anno in anno, da Palermo a Bolzano (non si dimentichi questo, che è un particolare degli insegnanti di Conservatorio!) sono uguali e vanno considerati alla stregua di musicisti anche noti, dediti all'insegnamento.
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