2016. Titolo: A Capodanno La Fenice vola troppo basso. Dal tenore sostituito al repertorio più cupo di Verdi, quest'anno il concerto non ha funzionato.
2017. Titolo: La Fenice brilla nel rito laico del Concerto di Capodanno. Venezia guida un appuntamento sempre più diffuso.
2016. ...la bassa marea eccezionale che affligge in questi giorni la città...
2017. non si fa cenno alla bassa marea che anche quest'anno affliggeva Venezia
2016. Quest'anno anche il vostro cronista lagunare, deve alzare le mani e arrendersi. Vienna vince per cappotto. Sarà stata la cifra jettatoria (13. esima edizione del concerto veneziano, ndr)... un direttore ottimo professionista ma poco a suo agio con il repertorio italiano (si trattava di James Conlon, direttore musicale dell'Orchestra sinfonica nazionale della Rai di Torino, ndr ), una scelta dei brani difficile da capire, ma quasi tutto è risultato moscio e soprattutto abitudinario...
2017. Felice la scelta di chiamare a dirigere Fabio Luisi, genovese, 58 anni, direttore principale a Zurigo e New York, prossimo direttore del Maggio Fiorentino... la lunga consuetudine con l'opera italiana si è percepita nelle sensibilità al fraseggio nella sottigliezza con cui ha accompagnato i cantanti...
2016. Il concerto è decollato quando il soprano americano Nadine Sierra, dopo aver proposto 'o mio babbino caro'... (si parla di 'buttarsi in Arno'), l'invocazione finale è 'vorrei morir': fuori contesto, l'aria è tristissima...
2017. 'O ridatemi la speme o lasciatemi morir', canta Elvira.. con quest'aria Rosa Feola si è presentata al pubblico... la quale ha tecnica, stile, estro, non ancora la drammaticità necessaria per i ruoli dei soprani belliniani...
2016. Stefano Secco, tenore lirico, esagera, anche con gesti scenici che credevamo ormai defunti...
2017. Il tenore John Osborne ha pochi colori e poco fraseggio, però gran voce...
2016. Una ridotta pattuglia del corpo di ballo della Scala... zompi zero ( secondo la teoria di Vittoria Ottolenghi, ndr) alla dimensiome verticale, si è preferita l'orizzontale...
2017. Le spiritose e coerenti coreografie ...
2016. Ci si può consolare:il concerto di Natale dalla basilica di Assisi trasmesso da Rai 1 è andato anche peggio, perchè alla scelta bislacca degli artisti e delle musiche (come accade anche a Venezia, per le musiche ndr), si è aggiunto un trionfante cattivo gusto.
2017. Per qualità della direzione orchestrale, scelta del repertorio ( assai simile a quello dello scorso anno, ndr), snellezza e precisione della regia televisiva e dei testi introduttivi, ambientazione delle coreografie una delle edizoni migliori delle 14 finora proposte dal teatro veneziano...
E la sviolinata conclusiva, sui vertici della Fenice: che fra i teatri è "il numero uno oggi in Italia nel rapporto tra quantità, qualità,gradimento di pubblico,curiosità della programmazione,equilibrio di bilancio".
Noi una spiegazione, fornitaci da addetto ai lavori, sul capovolgimento dell'opinione del cronista sul concerto veneziano da un anno all'altro, quando molti degli elementi citati sono i medesimi per i due anni esaminati, l'abbiamo. Ma è un'opinione , che esponiamo timidamente, nel timore che il nostro informatore si sia sbagliato.
L'anno scorso il cronista aveva forse da togliersi qualche sassolino dalle scarpe, come si dice, o qualche conto da regolare con il teatro veneziano, con il quale intrattiene anche rapporti di collaborazione; quest'anno, dopo la ramanzina a seguito del suo resoconto 'troppo negativo per essere vero e disinteressato', del Concerto del 2016, come atto riparatore, ha cambiato radicalmente le sue idee sia sul programma del concerto che sulla sua riuscita. Passando dal 'volare troppo basso' al 'brillare' della Fenice.
A fronte di tale capriola cronistica, resta il dato sconfortante del considerevole calo del pubblico in tv: meno 400.000 telespettatori da un anno all'altro.
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lunedì 2 gennaio 2017
Relazioni farlocche di un cronista inattendibile del Concerto di Capodanno da Venezia nel 2016 e 2017
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Per i Concerti 'classici' in tv ( Capodanno, Natale), pubblico in caduta libera
Non si può restare indifferenti di fronte al calo consistente di pubblico di tutti i 'grandi' concerti cosiddetti natalizi ( da Natale a Capodanno) trasmessi dalla Rai durante le feste di fine anno, perché il calo non è in linea con il calo generalizzato degli ascolti tv, in parte fisiologico, a seguito della sempre più larga e variegata offerta televisiva. Trattasi di un calo consistente. In un solo anno, i due più noti concerti delle feste, trasmessi da Rai 1, in un orario solitamente molto favorevole all'ascolto e con pochi concorrenti - Concerto di Natale da Assisi e Concerto di Capodanno dalla Fenice di Venezia - hanno perso complessivamente quasi 1.000.000 di telespettatori. Non sono tanti, sono tantissimi, una voragine apertasi nel terreno degli ascolti.
E se a questa voragine aggiungiamo la voragine ancor più grande apertasi nel pubblico del Concerto di Capodanno da Vienna, trasmesso, in due parti, da Rai 2, che dalla precedente edizione a quella di oggi, ha perso ben 800.000 telespettatori, su 3.100.000 circa che era il risultato dell'edizione 2016 - fermandosi nel 2017 a 2.335.000 - ci rendiamo conto che bisogna correre ai ripari subito e non cantare ipocritamente vittoria perché, specie con il Concerto di Capodanno di Venezia, accampando che il risultato è in sé positivo, quasi 3.700.000 (3.686.000 esattamente) telespettatori. Perchè positivo non è, se negli ultimi tre anni, invertendo una tendenza precedente che lo vedeva costantemente in crescita, ha perso 700.000 telespettatori, come abbiamo già scritto.
Ora, siamo curiosi di leggere il commento ufficiale della Rai e quello del teatro veneziano a tali dati sconfortanti, e speriamo che non sia come quello diffuso da Giancarlo Leone dopo il primo calo di oltre 300.000 telespettatori - quale si ebbe a Capodanno del 2015, rispetto al 2014. Quando disse, gongolante, di essere più che soddisfatto, perchè si era pur sempre sopra i 4.000.000 (4.082.000 per l'esattezza). Ora, proprio per non aver preso in seria considerazione quel primo forte calo di pubblico ed il secondo, meno eclatante, siamo dove siamo, e cioè ben al di sotto dei 4.000.000 e più vicini ai 3.500.000. E di questo passo chissà dove si andrà a finire a Capodanno 2018.
E se a questa voragine aggiungiamo la voragine ancor più grande apertasi nel pubblico del Concerto di Capodanno da Vienna, trasmesso, in due parti, da Rai 2, che dalla precedente edizione a quella di oggi, ha perso ben 800.000 telespettatori, su 3.100.000 circa che era il risultato dell'edizione 2016 - fermandosi nel 2017 a 2.335.000 - ci rendiamo conto che bisogna correre ai ripari subito e non cantare ipocritamente vittoria perché, specie con il Concerto di Capodanno di Venezia, accampando che il risultato è in sé positivo, quasi 3.700.000 (3.686.000 esattamente) telespettatori. Perchè positivo non è, se negli ultimi tre anni, invertendo una tendenza precedente che lo vedeva costantemente in crescita, ha perso 700.000 telespettatori, come abbiamo già scritto.
Ora, siamo curiosi di leggere il commento ufficiale della Rai e quello del teatro veneziano a tali dati sconfortanti, e speriamo che non sia come quello diffuso da Giancarlo Leone dopo il primo calo di oltre 300.000 telespettatori - quale si ebbe a Capodanno del 2015, rispetto al 2014. Quando disse, gongolante, di essere più che soddisfatto, perchè si era pur sempre sopra i 4.000.000 (4.082.000 per l'esattezza). Ora, proprio per non aver preso in seria considerazione quel primo forte calo di pubblico ed il secondo, meno eclatante, siamo dove siamo, e cioè ben al di sotto dei 4.000.000 e più vicini ai 3.500.000. E di questo passo chissà dove si andrà a finire a Capodanno 2018.
martedì 27 dicembre 2016
I programmi dei Concerti natalizi vanno rivisti. Calo di pubblico per il Concerto di Natale da Assisi 2016 su Rai 1
Noi che per dieci anni e passa ci siamo battuti per mantenere nel Concerto di Capodanno dalla Fenice ( Rai 1) uno stile popolare ma di qualità, caratteristiche che ne hanno decretato il successo, dopo il distacco da Vienna, credendo fermamente che, al di là di normali oscillazioni verso l'alto o verso il basso, il programma conta e come, ci siamo ancora più convinti di essere nel giusto dopo aver assistito al Concerto di Natale da Assisi di quest'anno che ha avuto un notevole calo di telespettatori. Calo dovuto soprattutto al programma, i cui numeri erano in gran parte inadatti a quel concerto - ma di questo la direzione artistica del Concerto, che è quella della Orchestra sinfonica della Rai non si dà pena. Già. Mentre dovrebbe farlo, in considerazione del fatto che negli ultimi tre anni il Concerto ha perso quasi 800.000 telespettatori, con un calo considerevole anche dello share.
Quest'anno, cioè l'altro ieri, il Concerto da Assisi ha avuto uno share assai basso, e cioè il 17.66% con 1.920.000 telespettatori. L'anno scorso lo share era stato del 22,97% con 2.532.000 telespettatori: anche nel 2015 un calo rispetto all'edizione precedente, ma più ridotto rispetto a quello di quest'anno. Infatti nel 2014 lo share era stato del 23,22% e i telespettatori 2.700.000.
Altre ragioni che giustifichino tale calo progressivo ed eccessivo non ve ne sono oltre l'inadatto programma. Non conta, come si può desumere da altri concerti, la figura e notorietà del direttore o dei solisti, al grande pubblico non frega nulla, anche perché sono quasi tutti sconosciuti al grande pubblico; e poi è tradizione che ad Assisi non hanno mai diretto delle vere eccellenze ( noi che abbiamo seguito anche quel concerto per molti anni, scrivendo i testi di commento, possiamo testimoniarlo); la stessa direzione artistica e sovrintendenza dell'Orchestra sinfonica nazionale della Rai a tale concerto non ha mai attribuito un grande valore.
Un discorso analogo abbiamo sempre fatto riguardo al Concerto di Capodanno dalla Fenice che naturalmente ha ascolti eccellenti, sopra i 4.000.000, da sempre, ma che da quando noi per conto della Rai, non seguiamo più la confezione del programma, ha perso telespettatori anche in maniera rilevante - in due anni, oltre 300.000 - quando invece negli anni precedenti gli ascolti sono stati SEMPRE crescenti.
Anche per il Concerto di Capodanno dunque il programma conta moltissimo; e infatti da due anni a questa parte, avendo la direzione artistica del concerto, dopo di noi, mutate le caratteristiche, l'ascolto è calato. E' semplice, non vi sono altre ragioni.
Ad Assisi come alla Fenice possono sempre invertire la rotta. Lo faranno? Oppure sia loro che la Rai in fondo se ne fottono di mantenere luccicanti certi gioielli musicali?
Quest'anno, cioè l'altro ieri, il Concerto da Assisi ha avuto uno share assai basso, e cioè il 17.66% con 1.920.000 telespettatori. L'anno scorso lo share era stato del 22,97% con 2.532.000 telespettatori: anche nel 2015 un calo rispetto all'edizione precedente, ma più ridotto rispetto a quello di quest'anno. Infatti nel 2014 lo share era stato del 23,22% e i telespettatori 2.700.000.
Altre ragioni che giustifichino tale calo progressivo ed eccessivo non ve ne sono oltre l'inadatto programma. Non conta, come si può desumere da altri concerti, la figura e notorietà del direttore o dei solisti, al grande pubblico non frega nulla, anche perché sono quasi tutti sconosciuti al grande pubblico; e poi è tradizione che ad Assisi non hanno mai diretto delle vere eccellenze ( noi che abbiamo seguito anche quel concerto per molti anni, scrivendo i testi di commento, possiamo testimoniarlo); la stessa direzione artistica e sovrintendenza dell'Orchestra sinfonica nazionale della Rai a tale concerto non ha mai attribuito un grande valore.
Un discorso analogo abbiamo sempre fatto riguardo al Concerto di Capodanno dalla Fenice che naturalmente ha ascolti eccellenti, sopra i 4.000.000, da sempre, ma che da quando noi per conto della Rai, non seguiamo più la confezione del programma, ha perso telespettatori anche in maniera rilevante - in due anni, oltre 300.000 - quando invece negli anni precedenti gli ascolti sono stati SEMPRE crescenti.
Anche per il Concerto di Capodanno dunque il programma conta moltissimo; e infatti da due anni a questa parte, avendo la direzione artistica del concerto, dopo di noi, mutate le caratteristiche, l'ascolto è calato. E' semplice, non vi sono altre ragioni.
Ad Assisi come alla Fenice possono sempre invertire la rotta. Lo faranno? Oppure sia loro che la Rai in fondo se ne fottono di mantenere luccicanti certi gioielli musicali?
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