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giovedì 27 aprile 2017

In Tv Pooh e figlio di Pooh in viaggio in Lapponia

Le anticipazioni dello spettacolino trasmesso in tv, martedì sera, s'era avuto, domenica sera, nel salottino di Fazio, il quale ora che il suo compenso pare sia salvo  avrebbe  deciso di restare in Rai, pensando al vecchio detto che 'lasciare il certo per l'incerto...'  o 'la strada vecchia per una nuova...' non conviene, perchè 'sai quello che lasci ma non sai quello che trovi'.

In quel salottino erano stati   invitati un Pooh ed un  figlio di Pooh, della ditta Facchinetti, dove si faceva fatica a distinguere il Pooh dal figlio del Pooh, perché il Pooh  ce la metteva tutta per mostrarsi più giovane dell'esagitato e sopravvalutato figlio di Pooh. Pooh, il vecchio - sia detto senza nessuna intenzione denigratori, si presentava infatti  tutto dipinto nella coccia, giacchettella giovanilistica 'stile Fazio' - al quale pure sta strana; ma lui almeno non si tinge i capelli -  braccia interamente ricoperte da braccialetti e catenina d'oro per collarino. Già solo così  risultava inguardabile, ma l'abbiamo comunque voluto guardare, per vedere l'effetto  di lui, ormai tramontato, con tutto il trucco, e con il figlio di Pooh che ce la metteva tutta per mostrasi degno erede del passato del Pooh.

Che sono andati a fare o a dire da Fazio? Che in settimana sarebbe andato in onda in tv un loro viaggio in una delle zone più fredde del pianeta, per la serie 'cento ragioni per ammazzare mio padre', con il padre che non viene ammazzato, perchè non serve, in quanto il Pooh e  il figlio di Pooh fanno vite separate, e per mostrare come finalmente il Pohh ed il figlio di Pooh, fuori tempo massimo, fanno un viaggio insieme per riappacificarsi.
Come ha spiegato  il figlio di Pooh, il Pooh non è mai stato presente ai suoi compleanni, e neppure alla sua nascita.  Perchè glielo hanno raccontato? Se non l'avessero fatto  gli avrebbero procurato un trauma in meno, e forse  gli avrebbero evitato ( a loro, ma soprattutto a noi) quell'impervio, ma inutile viaggio in Lapponia, fra renne ed aurore boreali, che nel corso della permanenza non sono riusciti a vedere e filmare ( potevano prendere qualche immagine di repertorio e infilarla nel loro album di viaggio? chi ci avrebbe fatto caso e a chi sarebbe importato di sbugiardarli? Almeno l'aurora boreale, che è una delle ragioni per cui in tanti fanno viaggio in quelle regioni, l'avrebbero portata a casa), sventando l'intento segreto di uccidere il padre Pooh, che nessuno sarebbe corso a salvare in quel freddo, anche se avesse cantato una delle sue conosciutissime canzonette.

Per dimenticanza  non abbiamo accesso martedì sera la tv per vedere il loro viaggio in Lapponia; e di questa dimenticanza dobbiamo essere per una volta grati all'età che ci rende sempre più smemorati. Ma da quello che abbiamo letto sui giornali che in coro hanno stroncato sia l'idea che la stanca ed inutile ripresa di quel viaggio, possiamo dire che ci è bastata l'anticipazione che  ci eravamo sorbiti domenica sera nel salottino di Fazio.

martedì 25 aprile 2017

Fratelli d'Italia ( Canto degli Italiani) inno nazionale PROVVISORIO da 70 anni. E poi ci lamentiamo se non lo cantano tutti

Nella rubrica della posta, sbrigata da Paolo Conti, sulle pagine dell'inserto romano del Corriere, un lettore si lamenta per lo spettacolo, che definisce indecente, al quale ha assistito involontariamente nei giorni scorsi a Piazza san Silvestro, in pieno centro a Roma. Ricordiamo solo che quella Piazza un tempo deturpata dai capolinea di numerose linee tramviarie, è stata trasformata negli anni scorsi da Paolo Portoghesi, al tempo di Alemanno sindaco, in una vera piazza ( confessiamo che non l'abbiamo ancora vista, pur abitando a Roma), con alberi e panchine (mantenendo forse, del vecchio arredo, solo i cessi sotto il piano stradale).

Il turista italiano in visita a Roma ha raccontato che c'era un concerto della Banda dell'Aeronautica, che in apertura ha suonato, come di prammatica, l'Inno nazionale, cioè a dire Fratelli d'Italia. Delle oltre cento persone presenti nella piazza, che sedevano o bivaccavano, solo quattro o cinque si sono alzate in piedi, le altre hanno proseguito nelle loro attività e chiacchiere come se nulla fosse. E forse poco più delle quattro o cinque persone hanno accompagnato col canto il suono della banda. Ma questo il turista non lo annota.

Scandalo: ma come si ascolta l'Inno nazionale, al quale il presidente Ciampi  ha dedicato tanta attenzione, come se si ascoltasse  un motivetto di Pupo o dei Pooh, anzi con minore partecipazione e nessun rispetto?

Il turista sa che la polemica  su come ascoltare, e se cantarlo o meno, l'Inno nazionale divampa da qualche anno, da quando ci si  accorse che i calciatori non lo cantavano (perchè non lo conoscevano, mentre ora devono aver seguito un corso accelerato per impararlo) e come loro anche molti politici, i quali di seguire un corso accelerato per impararlo se ne fottono letteralmente.

Perchè scandalizzarsi se  da oltre settant'anni Fratelli d'Italia, assunto dal primo governo italiano nel 1946, PROVVISORIAMENTE come inno nazionale è ancora nella stessa condizione? E cioè nella condizione di 'inno nazionale provvisorio' ( a differenza del tricolore che è la 'bandiera italiana per legge'), perchè le 17 legislature che si sono da allora succedute non sono mai riuscite a fare un decreto per renderlo definitivo? Non si venga a dire che si è ancora nell'imbarazzo della scelta tra Fratelli d'Italia e Va pensiero, anche se il celebre coro verdiano disegnerebbe assai meglio la condizione miserevole e di schiavitù nella quale il popolo italiano vive da tempo, disamorato sfiduciato e, a differenza degli ebrei che lo cantano nel Nabucco, senza speranza  di cambiamento reale.