lunedì 31 maggio 2021

A Giorgio Parisi, presidente Accademia dei Lincei, il Premio Wolf per la Fisica 2021

  Si è svolta oggi la cerimonia di conferimento del Premio Wolf per la Fisica 2021 a Giorgio Parisi "per le sue scoperte pionieristiche nella teoria quantistica dei campi, in meccanica statistica e nei sistemi complessi". Il premio Wolf, uno dei riconoscimenti internazionali piu' prestigiosi della fisica, è la seconda volta in mezzo secolo che va a un italiano che lavora nel nostro Paese e viene attribuito annualmente dalla Fondazione Wolf a personalità distintesi per il proprio contributo all'avanzamento dell'umanità nelle arti e nelle scienze. L'assegnazione era stata resa pubblica il 9 febbraio scorso.

 

"Sono felice di questo riconoscimento e onorato di aver riportato il premio in Italia dopo tanti anni", ha sottolineato Giorgio Parisi, attualmente presidente dell'Accademia nazionale dei Lincei, che ha ringraziato "Edoardo Amaldi, tutti gli altri grandi scienziati che hanno ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale la grande scuola di fisica italiana e in particolare romana, e Nicola Cabibbo, il mio maestro". Parisi ha anche sottolineato come la scienza moderna sia un "gioco di squadra", in cui contano i collaboratori e gli amici, "a cui racconti quello che stai facendo e che con le loro domande e osservazioni ti indirizzano nella direzione giusta. Io sono stato fortunato: nella mia lunga carriera ho avuto 317 collaboratori". La rettrice dell'universitá Sapienza di Roma, Antonella Polimeni, ha elogiato la capacità di Parisi "di saper spaziare in tutti i campi del sapere: i suoi studi hanno avuto un impatto rilevante in molti altri settori rendendolo una delle personalità più influenti del panorama scientifico internazionale, che ha contribuito all'affermazione del Dipartimento di Fisica della Sapienza quale protagonista dei più importanti risultati scientifici raggiunti negli ultimi anni". (ANSA).


Covid in Gran Bretagna. La variante 'indiana' non arresta la sua corsa. In Italia cauto ottimismo ( Huffpost, di Adalgisa Marrocco)

 La variante indiana non arresta la sua corsa. Nel Regno Unito fa aumentare i casi di Covid tra i non vaccinati e anche tra i vaccinati con una sola dose. A confermarlo sono le stime settimanali aggiornate dall’Ons, equivalente britannico dell’Istat: più trasmissibile del ceppo ‘inglese’, oltremanica la variante è divenuta ormai prevalente per il 50-75% dei casi. Una situazione che allarma l’Italia. Ma c’è davvero il rischio che anche da noi la campagna vaccinale possa essere compromessa dalla variante indiana? I virologi concordano che la diffusione al momento è sotto controllo e che la doppia dose di vaccini riuscirà ad evitare il peggio.

In Italia, a parlare della situazione britannica è il virologo Roberto Burioni in un post su Twitter: “La situazione in Uk sta peggiorando, a causa della variante ‘indiana’ che si diffonde con particolare intensità tra i non vaccinati e i vaccinati con una sola dose (pessima idea). Fortunatamente l’efficacia della vaccinazione completa (mRna) sembra mantenuta”, scrive il docente dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Parole che sembrano mettere in discussione la strategia adottata in questi mesi dal governo britannico, che ha puntato a somministrare subito una prima dose di vaccino al maggior numero di persone possibili ritardando i richiami.

Sulla falsariga di Burioni, giungono le parole di Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) e oggi consulente del commissario per l’emergenza Coronavirus. “Sono abbastanza ottimista che, con un minimo di buon senso, in Italia la variante indiana si riesca a gestire” e non si verifichi quanto sta avvenendo nel Regno Unito. Lo scienziato, intervenuto durante la trasmissione Agorà di Rai Tre, ha sottolineato che da un lato la variante indiana per ora circola poco nel nostro Paese, mostrando “una diffusione dell′1% e anche meno”. Dall’altro lato, a differenza dei britannici, “in Italia non abbiamo mai lasciato correre tempi incongrui” fra prima dose e richiamo, seguendo “un certo ordine e rimanendo nell’ambito dei tempi canonici”. Gli inglesi - sottolinea Rasi - “non hanno posto un secondo termine e hanno avuto richiami Pfizer fatti anche a 3 mesi”.

Ma intanto l’Office for National Statistics britannico sottolinea che, gli ultimi dati a disposizione, l’efficacia dei vaccini sulla variante indiana sembra limitare l’ascesa del virus con un impatto marginale su casi gravi, ricoveri in ospedale e decessi, che rimangono per ora ai minimi europei su base giornaliera. Le ultime rilevazioni indicano un totale di test positivi non superiore a 3.500 su 1,1 milione di tamponi e un numero di morti fermi a quota 10 nelle ventiquattro ore. Le indicazioni vengono confermate dal governo locale della Scozia, che ha l’indice Rt più elevato del Regno ma la cui premier, Nicola Sturgeon, ha evidenziato come la variante indiana, pur soggetta alla massima attenzione, possa essere affrontata in maniera diversa rispetto ai mesi passati anche grazie alle immunizzazioni.

Intanto, come accennato dal professor Guido Rasi, nel nostro Paese l’incidenza della variante indiana sembra sotto controllo. Lo conferma il ministro della Salute Roberto Speranza che, intervenendo nel corso della puntata di Che tempo che fa di domenica 30 maggio, ha fatto sapere di avere “rinnovato fino al 25 giugno il divieto di ingresso nel nostro Paese dall’India, dal Bangladesh e dallo Sri Lanka, sui paesi europei abbiamo deciso dal 15 maggio di non richiedere più la quarantena ma solo un test negativo per far ripartire il settore del turismo. In questo momento in Italia la prevalenza della variante indiana è dell′1%, e anche la variante inglese è oggetto di studio ma i vaccini sono in grado di rispondere positivamente”.... 

domenica 30 maggio 2021

Massimo Riccardi, consigliere scientifico del ministro della Salute: le divisioni fra esperti ha disorientato il cittadino (Huffpost)

 La divisione dimostrata durante la pandemia in corso dalla categoria dei cosiddetti ‘esperti’ ha “generato sicuramente una confusione che ha disorientato. Non soltanto la persona comune, ma anche il decisore”. Lo ha sottolineato Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all’università Cattolica e consigliere scientifico del ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto a ‘Domande e Risposte’ su RaiNews24. Ricciardi ha sottolineato come spesso proprio chi doveva decidere si è trovato di fronte ad un personale scientifico che era “diviso tra ottimisti e pessimisti, aperturisti e chiusuristi”. Così il decisore ha agito “non sulla base dell’evidenza scientifica, ma dell’umore, della pressione, della pancia”. 

Secondo Ricciardi, questa dialettica ha prodotto “molti danni, perché di fatto si è determinata quella che l’Organizzazione mondiale della sanità ha chiamato infodemia, cioè l’effetto di una serie di notizie incontrollate”. Il consigliere scientifico del ministro Speranza ha spiegato come l’infodemia sia stata facilitata dal fatto che “la persona comune non capisce se chi parla è un virologo, un clinico, un medico di sanità pubblica. Attribuisce una capacità omnicomprensiva di conoscenza”. Al contrario, spiega Ricciardi, ci sono nette differenze tra questi mestieri. “Mentre il virologo è quello che studia i virus, il clinico è quello che studia e cura il paziente, e il medico di sanità pubblica è quello che cerca di trovare le soluzioni migliori per far star bene l’individuo e la popolazione” ha concluso.


Italia a colori, causa pandemia. arriva il color bianco (Huffpost)

 Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza: da lunedì, Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna passano in zona bianca. Sono le prime tre Regioni nelle quali cade l’obbligo di coprifuoco: nel resto d’Italia continuerà ad essere dalle 23 alle 5 per tutta la prossima settimana, poi dal 7 giugno verrà spostato alle 24. 

Il numero degli italiani vaccinati cresce di giorno in giorno e presto potranno essere superati sia le misure restrittive sia i protocolli che regolamentano da oltre un anno e mezzo le attività di bar, ristoranti, cinema, palestre e piscine. Con i dati in costante miglioramento - 3.300 casi, i ricoveri in terapia intensiva che si apprestano a scendere sotto i mille e le vittime che per la terza volta nel 2021 scendono sotto le cento in 24 ore (sono 83) - e la riapertura martedì dei ristoranti al chiuso in tutta Italia, l’auspicio è messo nero su bianco nelle linee guida delle Regioni con le quali vengono introdotte alcune modifiche ai protocolli fino ad oggi in vigore: non ci sarà più il limite di massimo 4 persone al tavolo al ristorante e si potrà usufruire delle docce nelle piscine termali e nei centri benessere.

Non cambia nulla, invece, per le feste relative a matrimoni, battesimi, cresime e comunioni: sia che la cerimonia si svolga in area bianca, sia - dal 15 giugno - che si celebri in zona gialla, i partecipanti dovranno avere il green pass, vale a dire il certificato di vaccinazione, di avvenuta guarigione o un tampone con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti la partecipazione all’evento previsto dal decreto del 18 maggio. La precisazione è arrivata in una nota della Conferenza delle Regioni e del ministero della Salute dopo che fonti degli enti locali avevano sostenuto che non fosse necessario. “Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso - scrivono Regioni e ministero - devono svolgersi nel rispetto di protocolli e linee guida” previsti dal decreto legge 33 del 2020 e “con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi di cui all’articolo 9″ del decreto del 18 maggio “anche in zona bianca”. L’unica novità, dunque, sta nel fatto che da lunedì si potrà tornare alle feste di matrimonio in Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna, le uniche tre regioni che passeranno in zona bianca, mentre nelle altre regioni bisognerà aspettare l’entrata in questa fascia (il 7 o il 14 maggio) oppure il 15 giugno, data in cui è prevista dal decreto la ripartenza dell’intero settore.

Con l’incremento delle vaccinazioni verranno progressivamente meno le condizioni che hanno portato alle restrizioni, sottolineano le Regioni, le quali osservano che la campagna di vaccinazione “si caratterizza per adesione volontaria e offerta gratuita”. E quindi “un’elevata adesione, favorita da adeguata promozione, determinerà le condizioni immunitarie di protezione dallo sviluppo di patologia grave e d’infezione sia dei lavoratori sia degli utenti delle attività” regolate proprio dalle linee guida, “contribuendo ad evitare che si ripresentino le condizioni che hanno portato alle diverse restrizioni nel corso degli ultimi 15-16 mesi”. Un obiettivo che è lo stesso indicato dal ministro della Salute Roberto Speranza: “il nostro paese sta molto meglio, la strada è quella giusta - dice - Dobbiamo tenere alta l’attenzione ma i numeri stanno migliorando e questo è il momento di programmare il futuro”.

Le linee guida riviste dai tecnici delle Regioni con il Comitato tecnico scientifico ribadiscono una serie di restrizioni e indicazioni di carattere generale che valgono per tutti i settori. Innanzitutto, in ogni attività “devono essere usati da parte dei lavoratori dispositivi di protezione delle via aeree finalizzati alla protezione del contagio e deve essere obbligatoria la frequente pulizia e igienizzazione delle mani”. Deve inoltre essere definito il “numero massimo di presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio, ai ricambi d’aria e alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita” ed è necessario mantenere l’elenco dei presenti ad ogni singolo evento per 14 giorni. In locali, cinema, teatri, piscine e palestre ma anche a fiere, convegni e congressi è raccomandato di rilevare la temperatura corporea, è previsto che siano messi a disposizione degli ospiti dei prodotti per l’igienizzazione delle mani, che vengano areati il più possibili i locali e che vengano privilegiati gli spazi esterni. Per la ristorazione, la novità più rilevante è che non ci sarà più la regola di massimo 4 persone al tavolo, anche se andrà sempre definito il numero massimo di presenza. Resta il metro di distanza tra i tavoli e l’obbligo di utilizzo della mascherina per andare in bagno, pagare il conto, entrare o uscire dalla sala. L’altra novità riguarda le piscine termali e i centri benessere: sarà possibile utilizzare le docce purché sia garantita una distanza di due metri, un adeguato ricambio dell’aria e una ripetuta pulizia dei locali nel corso della giornata. Per le spiagge, va garantita una superficie di 10 metri quadri per ogni ombrellone e sono consentiti surf, windsurf, kitesurf e racchettoni mentre restano vietate tutte quelle attività “ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti”. Tra gli impianti di risalita, infine, potranno viaggiare al 100% della capienza solo le seggiovie, mentre cabinovie e funivie dovranno andare al 50%. In tutti sarà obbligatoria la mascherina.

Massimo Galli, infettivologo: andamento Covid sopra le più rosee previsioni. Me ne rallegro (TGCOM 24)

 "Il mio è un compiaciuto stupore perché in Italia i numeri dell'epidemia sono in netto miglioramento, al di là delle più rosee aspettative. Con le riaperture c'era un 10% di probabilità che le cose seguissero questa via, ma alla fine è andata bene e ne sono davvero felice". Lo dice Massimo Galli, direttore delle Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco di Milano. "La campagna vaccinale - sottolinea - ha comportato una svolta, che non sarà temporanea".

 "I vaccini stanno facendo da scudo per morti e ricoveri, hanno spostato gli equilibri più velocemente di quanto mi aspettassi e lo zoccolo dei vaccinati sta crescendo ulteriormente", dice ancora Galli al Corriere della Sera. "Inoltre l'immunizzazione ha funzionato meglio nel nostro Paese rispetto altrove, in proporzione ai vaccini fatti. Merito anche degli anziani e dei fragili che hanno fatto in modo di esporsi il meno possibile al virus. E mi permetta, merito anche dei costanti inviti alla prudenza, senza assumere posizioni facilone". 

 "Io catastrofista? Respingo questa definizione. Direi che per motivi molto politici e poco nobili questa etichetta - chiarisce l'infettivologo - è stata appiccicata addosso a me e ad altri miei colleghi dai giornali di destra. Ma tra l'essere ottimisti per piacere, in assenza di dati (li chiamo riduzionisti), e raccontare come stanno davvero i numeri passando per catastrofisti c'è differenza". 


sabato 29 maggio 2021

Il vaccino salva dal Covid. Il 90% dei vaccinati, fra i 18 3 75 anni di età, non si ammala (Adnkronos)

 Dal monitoraggio effettuato su oltre 3mila operatori tra i 18 e i 75 anni che hanno ricevuto il vaccino" contro il Covid "emerge che assistiamo a un crollo delle infezioni. Parliamo di percentuali altissime: il 90% dei vaccinati, anche rientrando in contatto con il virus, non si è più riammalato. Mentre la restante percentuale non ha avuto nessuna conseguenza di rilievo". Lo sottolinea l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, che commenta i risultati di uno studio condotto dall'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. 

"Un altro aspetto che ritengo importante dello studio - rimarca - riguarda il perdurare degli anticorpi: anche diminuendo nel tempo, mettono in luce gli autori, continuano ad avere 'memoria' del virus e a rispondere positivamente". 

"Questi dati sono fondamentali e importantissimi - evidenzia d'Amato - in questa campagna vaccinale che, come vediamo, funziona e sta dando ottimi risultati e la scienza lo dimostra. Gli sforzi di tutti sono determinanti, la fiducia si costruisce lavorando insieme per sconfiggere il virus e riprenderci la nostra quotidianità con serenità". 

L'università dell'ignoranza ha una sede staccata anche a Rai Uno

 Ieri, per commentare la morte di  Carla Fracci, una delle più grandi danzatrici del nostro tempo, la tv non si è risparmiata. Ed anche oggi ha proseguito trasmettendone i funerali nella Basilica di san Marco di Milano, dove accanto ai familiari c'erano anche il Ministro Franceschini,  il sindaco Sala, il sovrintendente della Scala Meyer e tanti altri volti noti, fra cui Roberto Bolle.

 Ieri, da 'Storie italiane' a 'La vita in diretta'  gli inviati Rai a Milano hanno commentato l'esposizione del feretro nel Teatro alla Scala ed il via vai della gente venuta a salutare, per l'ultima volta, la grande ballerina.

Nel corso dei collegamenti non una delle inviate - erano tutte donne, ma anche gli uomini avrebbero fatto lo stesso se ignoranti come le loro compagne di lavoro - ha pronunciato correttamente un termine notissimo, sconosciuto solo alle giornaliste Rai che evidentemente non sono mai entrate in un teatro. FOYER è stato pronunciato come scritto. Ma chi non ne conosce la pronuncia esatta della parola francese, che è Fwa-yé?

 Una delle inviate ha poi superato tutte le altre quando ha deciso di intervistare il direttore musicale della Scala, Riccardo Chailly, milanesissimo come la Fracci, ma con cognome francese, che si pronuncia non come è scritto, ma come la giornalista ha pronunciato.

A noi sembra una vergogna.