Mai così vicini all'abisso come oggi. Il ministro della Difesa Guido Crosetto usa parole fortissime nei suoi interventi in Parlamento. «È una situazione drammatica. Sono convinto che negli ultimi decenni non si sia mai arrivati sull'orlo dell'abisso come si è arrivati adesso», ha detto in Senato.
«Da anni i nazionalisti russi chiedono a Putin di usare contro l'Ucraina la nucleare tattica e, in un'epoca di caos così, ciò può consentire a lui scelte che non avrebbe mai fatto in una condizione normale», ha aggiunto Crosetto.
Il nodo delle basi
«La presenza delle basi statunitensi sul territorio nazionale è disciplinata da norme internazionali che valgono da oltre 70 anni», ha detto Crosetto nelle comunicazioni alla Camera. È il frutto di «una scelta non di questo governo, ma delle scelte compiute dall'Italia nell'ambito della propria appartenenza alla Nato, sin dalla metà del secolo scorso. Le installazioni operano in Italia in forza di un quadro giuridico molto preciso», «strumenti che nessun governo nello scorso dei decenni ha mai messo in discussione né cambiato e hanno garantito equilibrio tra cooperazione alleata e tutela della sovranità nazionale».
«A oggi non c'é un tema di basi da concedere, qualora dovessero emergere domande di questo tipo chiaramente saremmo qua, ma a oggi non è successo - sottolinea - L'Italia non è in guerra e non è stata coinvolta. Sta cercando di gestire e mitigare in stretto accordo con le nazioni amiche, le conseguenze di un conflitto preoccupante e dirompente».
Il ruolo dell'Europa
«L'Europa è impossibilitata a fermare questa guerra. Può, coordinandosi, gestire le conseguenze di questa guerra», dice ancora il ministro. «Non esiste un solo Paese Europeo, nessuno al mondo, o neppure tutti i Paesi europei uniti, che possano convincere Israele o gli Stati Uniti domani a interrompere questa guerra», ha aggiunto Crosetto.
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