giovedì 6 agosto 2026

'Dio è morto'... ed ora è morto anche Francesco Guccini

 

«Posso bere solo un bicchiere di vino rosso al giorno, ho smesso di fumare, ci vedo poco e pure la schiena mi fa male. Se me l’avessero detto che invecchiare sarebbe stato così duro...»: sorride un po’ triste Francesco Guccini dal suo eremo di Pavana, in mezzo all’appenino tosco-emiliano, dove si è ritirato, dopo aver lasciato Bologna, oramai quasi vent’anni fa. Ma il Maestrone come lo chiamano i fan (e non solo) se ha finito di cantare (lo affatica) e pure di «tirar mattino» come diceva nella «Canzone delle osterie di fuori porta», non rinuncia però a ragionare, come ben vedremo. Innanzitutto però, il motivo per cui ci si inerpica fin quassù è per un libro, anzi un’antologia letteraria di Bompiani, chiamata semplicemente «Canzoni», in cui la filologa Gabriella Fenocchio scarnifica i testi gucciniani come se fossero di Dante o Shakespeare, «trovando dei significati che io stesso ignoravo», come racconta lui con la erre arrotata di sempre. Che però ti sorprende subito: «Sa quali brani non avrei messo? Quelli che sembrano i più colti. “Auschwitz” e “Dio è morto”, per esempio: se ti astrai dal contenuto, testo e musica non erano granché. Eppure “Dio è morto” è la mia canzone di cui han fatto più versioni, come se non ne avessi scritte altre cento». ​ ​Bum, si entra dritto dritto nell’attualità: l’hanno appena (ri) fatta proprio all’ultimo Sanremo Baglioni e Ligabue. Guccini sospira e poi va giù duro: «Se il Liga ha provato a impegnarsi, Baglioni proprio no. Ha pure sbagliato a prendere la nota alta, si vedeva che non ne aveva voglia, anzi non gliene fregava proprio niente». Il cantautore peraltro non ha digerito la bocciatura che il Claudio nazionale avrebbe comminato a un brano da lui proposto per il Festival dell’anno scorso, da far eseguire a Enzo Iacchetti «I migranti» (circostanza peraltro negata dallo stesso Baglioni). «La canzone è stata proprio bocciata» ribadisce Guccini. Ma l’ultimo Sanremo l’ha visto? «Poco, non mi piacciono quei pezzi con strutture tutti uguali, una strofa e subito il ritornello a salire». Però si sarà accorto della guerra di religione intorno a Mahmood, secondo molti, sostenuto dalle cosiddette «elite» e Ultimo che sarebbe invece«il favorito» del popolo. «Quante sciocchezze» taglia corto «le giurie non si parlavano, come avrebbero fatto a mettersi d’accordo?». ​ ​Quel che è certo è che Salvini stava con il romano: il ministro ha confessato di apprezzare anche Guccini in passato. «Ah sì? Piacevo anche alla Meloni se è per questo, mi invitò a una festa dell’allora Msi e declinai. Siccome sembro un anarchico rivoluzionario pensano di potermi ascrivere alle loro idee rivoluzionarie. Sempre che ne abbiano, si sbagliano. E comunque piacevo anche ai cattolici, io che non credo». Come i Testimoni di Geova gli sembrano invece i Cinque Stelle: «Hanno verità assolute, come quegli altri che non credono nell’evoluzionismo. Io ho sempre praticato il beneficio del dubbio, loro mi pare di no. Oltre a essere dei faciloni su tutto, con queste frasi apodittiche tipo “abbiamo abolito la povertà”, come se, chessò, si potessero eliminare i borseggiatori». ​ ​Poi Guccini si fa più serio. Ha evocato Weimar di recente, il disfacimento della Germania democratica prima dell’avvento del nazismo: «Sì, c’è odore di regime quando si inizia a parlare a nome di tutti gli italiani. Guardi Salvini, quando qualcuno a uno dei suoi trentamila comizi dissente, lui lo addita dandogli del compagno( anche se potrebbe essere un liberale), intimandogli di portare tot migranti a casa sua: facevo anch’io così ai concerti con i contestatori e se il giochino mi riusciva, il resto del pubblico li metteva a tacere. Sì, è furbo Salvini...». Insomma, l’umore non è dei migliori: quale canzone infine di quelle contenute nel libro lo descriverebbe meglio? «Una che non c’è- conclude- “Libera Nos Domine”, un signore immaginario spazzava via tutto quello che non mi piaceva. Ne avrei bisogno oggi».

mercoledì 5 agosto 2026

ROMA. Spin Time non è Casa Pound ( da Open.online, di Anna Clarissa Mendi)

 

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Il mondo della cultura si mobilita per lo Spin Time. Dopo il sequestro dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, disposto in seguito all’incendio di mercoledì sera, anche Roberto Saviano ha raggiunto il presidio davanti all’edificio. Lo scrittore, nella giornata di lunedì 3 agosto, ha incontrato le centinaia di persone rimaste senza un tetto – tra cui bambini, anziani e persone fragili – costrette da cinque giorni a vivere in strada. E proprio dall’esterno del palazzo nella Capitale, lo scrittore ha mandato un messaggio al governo Meloni: «Non sarà possibile spegnere questa esperienza e qualsiasi cosa voglia fare la politica di governo ci troverà qui, fermi e resistenti». 


L’appello firmato dal mondo della cultura

In una città come Roma, dove «gli investimenti immobiliari dei fondi speculativi e il riciclaggio sono sempre più intensi», Spin Time rappresenta «una difesa della Costituzione e un presidio della democrazia», ha affermato Saviano. Lo scrittore è stato tra i primi firmatari dell’appello promosso da esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, che definisce la realtà «un patrimonio culturale aperto a tutta la città». Nel documento si ricorda come la struttura abbia saputo coniugare l’accoglienza di circa 400 persone con un’intensa attività culturale e sociale. I firmatari chiedono inoltre che venga individuata al più presto una soluzione per consentire ai residenti di rientrare nelle proprie abitazioni. Anche il Comune di Roma è al lavoro. Nella giornata di ieri si è tenuto un vertice in Prefettura per valutare l’acquisto dell’immobile da InvestiRE Sgr e consentire il rientro delle famiglie sfollate. 

La differenza tra Spin Time e CasaPound 

Nel suo intervento davanti allo stabile, Saviano ha poi richiamato la differenza tra l’occupazione di Spin Time e quella di CasaPound. «Qui venite fermati, CasaPound resta aperta perché è un’occupazione solamente politica. Ma qui ci sono le persone e il ministro dell’Interno Piantedosi può fare una propaganda furba e falsa dicendo che sta ripulendo i luoghi di illegalità. Svuotare palazzi abitati da famiglie e non da militanti è molto più facile», ha affermato. «Questo luogo, grazie a chi ci abita e lo attraversa, è stato trasformato. Poteva diventare un ghetto pericoloso, l’ennesimo, invece è un posto reso vivo. Perché, al di là delle posizioni politiche – ha concluso lo scrittore -, è così che si difendono le città: proteggendo chi vuole viverle e non chi punta a speculare».

Le polemiche della destra 

L’intervento di Saviano ha suscitato anche la reazione della destra, che ha criticato la sua presenza al presidio e l’ipotesi di un acquisto dell’immobile da parte del Comune di Roma. Il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone ha attaccato lo scrittore e gli esponenti del mondo della cultura che hanno sostenuto Spin Time, accusandoli di «difendere un’occupazione abusiva» e di ignorare, a suo dire, «le condizioni dell’edificio, i problemi di sicurezza e i debiti accumulati». «Ora che c’è anche Saviano, la festa può iniziare veramente», ha dichiarato Mollicone, sostenendo che «è facile fare retorica e sfilare in passerella» schierandosi a favore di una realtà occupata.

Critiche sono arrivate anche dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ha definito «sconcertante» l’ipotesi che il Comune possa acquistare l’immobile per destinarlo agli attuali occupanti. Secondo Gasparri, questa scelta rappresenterebbe una «illegalità istituzionale» e penalizzerebbe le persone in attesa di un alloggio attraverso i canali ordinari. Il senatore azzurro ha inoltre sostenuto che eventuali situazioni di fragilità vadano affrontate nel rispetto delle regole, contestando l’utilizzo di risorse pubbliche per l’acquisto dello stabile.

12 agosto. Tutti con gli occhi ( protetti) al cielo, per l'eclissi totale di sole

 

Eclissi totale di Sole, il 12 agosto lo spettacolo astronomico dell'anno: dove sarà visibile video

C'è grande attesa per il fenomeno astronomico dell'estate 2026: l'eclissi totale di Sole, che sarà visibile il 12 agosto da gran parte dell’Europa, dell’Africa Nord-occidentale e del Nord America. Il fenomeno È la prima eclissi totale di Sole nel continente europeo dal 1999, se si escludono quelle del 2006 e del 2015 che sono state osservabili solo da pochissime località. In Italia, purtroppo, l'eclissi sarà visibile solo in forma parziale, come rileva l'Istituto Nazionale di Astrofisica. Le regioni più fortunate saranno quelle settentrionali e occidentali, nelle quali l'oscuramento del disco solare supererà il 90%, mentre in quelle del Centro-Sud la percentuale sarà inferiore. A ciò si aggiunge il fatto che il fenomeno inizierà circa alle ore 19,30 italiane, dunque con il Sole già prossimo al tramonto. Per questo motivo, la fine dell'eclissi sarà visibile solo dal Nord Italia. Dove e come vederlo Potranno ammirare l'eclissi nella sua totalità solo coloro che si trovano sulla sottile striscia di terra e mare che parte dalla Russia artica, passa per la Groenlandia, tocca l’Islanda occidentale, sfiora il Portogallo e, infine, attraversa un’estesa fascia della Spagna. A seguirla ci sarà anche una diretta online organizzata dall'Inaf in collaborazione con l’Unione Astrofili Italiani (Uai) e l’Associazione dei Planetari Italiani (PlanIt), che sarà trasmessa a partire dalle 19,30 sul canale Youtube di EduInaf e sui canali Facebook dell’Inaf e della Uai.

Gian Luca Farinelli è il nuovo 'direttore artistico' dei David di Donatello (da Lettera43)

 

Gian Luca Farinelli è il nuovo direttore artistico della fondazione Accademia del cinema italiano – Premi David di Donatello. La nomina è stata approvata dal cda della fondazione presieduto da Silvia Calandrelli e composto dai Consiglieri Francesco Giambrone, presidente Agis, Alessandro Usai, presidente Anica, Giorgio Carlo Brugnoni, direttore generale Cinema e Audiovisivo del ministero della Cultura e Salvatore Nastasi, presidente Siae. A partire dal 5 agosto 2026, inoltre, la Siae diventa socio fondatore aderente della fondazione.

Farinelli: «Il cinema italiano merita di essere valorizzato»

«Ringrazio la presidente Silvia Calandrelli e tutto il consiglio di amministrazione della fondazione Accademia del cinema italiano», ha dichiarato Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, fra i maggiori esperti di restauro cinematografico, saggista e docente. «La loro fiducia mi rende particolarmente orgoglioso. Assumo questo incarico con senso di responsabilità ma anche con entusiasmo. Il cinema italiano ha una storia unica e, al tempo stesso, un presente che merita di essere valorizzato. Lo faremo dando voce a tutte le diverse professionalità, sensibilità e anime, cercando di far emergere il meglio dell’intera filiera».