Sono sgomento. La lettura di due notizie riguardanti due giornalisti notissimi mi ha lasciato di sasso.
Paolo Guzzanti è senza soldi, nonostante abbia una pensione di 8000 Euro circa. E Francesca Mannocchi deve pagarsi di tasca propria una indagine ('risonanza magnetica') perchè le liste di attesa - quelle di cui il Governatore Rocca va dicendo che le ha abbattute per il 96%, le' sfortunata è capitata in quel 4% sul quale Rocca ha promesso di intervenire a breve - l'avrebbero fissata a luglio, mentre Lei ne ha bisogno ora. Che fare allora? Rivolgersi alla sanità privata: paghi e te la fanno nel giro di 24 ore. E così è stata costretta a fare, perchè non può aspettare l'appuntamento di luglio, per giunta lontano da Roma.
Il caso di Paolo Guzzanti è diverso - lui deve far fronte anche ai costi di due divorzi - ma ultimamente, come la Mannocchi, ha dovuto ricorrere alla sanità privata per interventi chirurgici; se avesse dovuto attendere la sanità pubblica 'gratuita' (ma che poi gratuita non è perchè pagata dagli stessi cittadini con le tasse, almeno con quelle di chi le paga) avrebbe rischiato di morire prima di essere operato.
Persone note, con guadagni e pensioni comuni a pochi lavoratori e pensionati privilegiati, ma che nel momento in cui si imbattono nella sanità pubblica, lanciano il grido d'allarme sulle sue condizioni, e che sono costretti a pagare, per essere curati in tempi congrui.
Mentre la premier lancia la sua sfida costituzionale per il 'premierato' e a scuola e sanità non ha tempo per pensare.
Quando ci si imbatte in uno di questi due ambiti, il divario fra l'Italia e gli altri paesi della nostra Europa emerge prepotente.
Lo ricorda anche Guzzanti: in Germania, uno come me con i problemi di salute (tralasciando qualche guaio con il fisco e con le sue due ex mogli) verrebbe seguito con maggiore attenzione, relativamente ai problemi di salute.
In Italia, non calano le tasse - ci dicono il contrario ma non è vero!- non aumentano gli stipendi e le pensioni - non è solo colpa nostra, si giustifica l'attuale governo, non senza qualche ragione, se non sono cresciuti gli uni e le altre in Italia, a differenza di quello che è accaduto in tutta Europa - ma almeno si rendano ai cittadini servizi decenti per scuola e salute. Neanche questo.
Tanto loro, quelli al potere, di qualunque colore siano, la pancia l'hanno piena ogni giorno. Perchè i compensi (e relative pensioni) non vengono mai commisurate alle responsabilità dei soggetti, bensì al potere che ha. E questo vale in tutti i settori. C 'è qualcuno che sa spiegarci, convincendoci, come mai insegnanti e medici debbano avere stipendi da fame, nonostante che i loro lavori siano fra i più delicati, mentre chi sale al vertice di un istituzione- parliamo soprattutto di quelle pubbliche - si aggiusta lo stipendio come vuole?
Mi sono sempre chiesto - ed indignato per questo al solo pensiero - perchè mai il sovrintendente di una fondazione lirica debba avere un compenso annuo di 240.000 Euro - quasi tutte le fondazioni si sono adeguate - e un insegnante o medico, con responsabilità ben superiori per la società, si fermino a 40.000 circa , già avanti negli anni di carriera? Due calcoli, anzi uno solo. Un sovrintendente di fondazione lirica (e molti altri come lui) in 10 anni di servizio guadagna 2.400.000 Euro, un povero insegnante per guadagnare quella cifra dovrebbe lavorare 60 anni. Cioè a dire mai e poi mai li guadagnerà, la metà se lavora per 30 anni, che è più o meno la durata media di una carriera scolastica.
La Meloni lo spieghi con il premierato. Faccia come l'amico Trump. Si sieda alla scrivania di Palazzo Chigi ed ogni giorno firmi, con il pennarellone nero nero d'ordinanza, un decreto ingiuntivo. Il primo? dal prossimo mese tutti i dirigenti pubblici avranno il compenso ridotto del 10%, possono sopravvivere con quel che gli resta. E i cittadini eletti nelle varie istituzioni, a cominciare da quel gregge, tuttora numeroso che pascola fra Montecitorio e Palazzo Madama, avranno il compenso dimezzato - che resterebbe pur sempre alto.
Suvvia Giorgia e Arianna, fatevi coraggio, solo così passereste alla storia, non con il premierato in costituzione, che comunque avete già di fatto.
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