Nei corridoi di viale Mazzini e nella redazione del Tg1 è scoppiata la bufera. Il nuovo caso che travolge la Rai turbo-meloniana questa volta non riguarda i tanti flop dei nuovi programmi mandati in onda dalla dirigenza del servizio pubblico, ma le parole pronunciata dal direttore del telegiornale della rete ammiraglia Gian Marco Chiocci. La nuova polemica nasce da una intervista-conversazione fiume tenuta domenica da Chiocci con Telenord, registrata domenica per il format “Incontri al Palazzo del Melograno”. Le sue dichiarazioni, rilanciate dall’agenzia Dire, scatenano un putiferio a scoppio ritardato. Nella lunga conversazione Chiocchi mette in chiaro qualcosa che è tutt’altro che segreta: “Io sono profondamente di destra”, racconta il direttore del Tg1 con un passato ventennale a Il Giornale e poi da direttore prima a Il Tempo e poi all’agenzia AdnKronos, ma rivendica di essere “prima di tutto un giornalista”.
Chiocci usa poi parole al veleno per i suoi collaboratori del telegiornale, per i giornalisti della sua redazione. Il direttore del Tg1 racconta infatti di essersi sentito “come il marziano di Flaiano” al suo arrivo in viale Mazzini, “ma la fortuna di essere così diverso è stata quella di cambiare. Non vedevo la tv, non sapevo niente di televisione”, mentre molti dei suoi colleghi in Rai sarebbero “figli della politica” e “fuori non avrebbero mercato”. Ma il culmine si raggiunge quando Chiocci parla del suo rapporto con la politica ed in particolare con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il giornalista infatti non nasconde di avere un filo diretto con la premier: “Io la conosco da tanto tempo, la stimo molto, sono grato a lei per essere arrivato qua. Però ecco, va talmente a 2000… Però risponde sempre… Lei ha una particolarità che risponde a chiunque le scrive, cosa che i politici non fanno mai. E quindi anche io a volte le scrivo, ma raramente”, si spinge a dichiarare Chiocci riconoscendo nella premier una donna “molto verace, una secchiona pazzesca”. Quindi le parole più imbarazzanti per l’indipendenza del suo telegiornale: “Lei sul Tg non mette becco perché si fida”, rivendicando allo stesso tempo che il suo Tg1 è “il più equilibrato della storia della Rai” come certificherebbe l’Osservatorio di Pavia.
Parole accolte con stupore e rabbia all’interno dell’universo Rai. Caterina Proietti, componente del Comitato di redazione, parla in una lettera ai colleghi di cui riferisce Repubblica di affermazioni che “calpestano la dignità professionale”. “Sapere che la presidente del Consiglio non mette becco perché si fida del lavoro del direttore, apre dubbi su quelli che devono essere i rapporti di indipendenza del giornalismo dal governo di turno”, il commento di Proietti alle parole del direttore del Tg1. Sulle dichiarazioni di Chiocci prende posizione anche l’Usigrai, il più importante tra i sindacati dei giornalisti Rai: “Tg1 non è grato alla premier e non ha bisogno della sua fiducia, se non nella misura in cui ha bisogno di quella di qualsiasi altro cittadino”, si legge in una nota del sindacato in cui si rivendica la storia della testata e la sua autonomia.
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