martedì 31 marzo 2026

Galassi insulti sui social per la bleroplastica. Insulti meritati: mostruosa. Verrebbe da dirle: ben le sta! ( da Leggo)

 

Ilaria Galassi: «Insultata sui social per la blefaroplastica, mi hanno scritto "sei un mostro, poveri figli". È terribile: posso essere libera di ritoccarmi?»© Social (Facebook etc)

«Sono vanitosa, posso essere libera di ritoccarmi?». Ilaria Galassi, ospite a La volta buona, torna a parlare di un tema che l'ha resa bersaglio di insulti sui social: la chirurgia estetica. «Mi hanno detto "che mamma sei, che esempio dai ai figli". Quando toccano la famiglia, non ci sto più», confessa a Caterina Balivo

La blefaroplastica

Galassi si è sottoposta a gennaio a una blefaroplastica, l'intervento che consiste nella rimozione della pelle in eccesso dalle palpebre superiori. Ma la reazione sui social è stata una serie di critiche. «Il giorno stesso dell’intervento l’ho condiviso», racconta a Caterina Balivo. «Mi hanno riempita di insulti. Mi hanno scritto "sei un mostro, poveri figli, che esempio sei". Ma è terribile». C'è chi le consiglia di ignorare questi commenti, ma lei non ci sta. «Io non mi vergogno, non mi nascondo. Sono vanitosa, mi piace sottopormi alla chirurgia estetica senza modificare i connotati. Sono una donna libera. Quando offendono la famiglia le cose cambiano e quindi ho risposto con tante parolacce». E ora ammette di essere pronta a un nuovo ritocchino: «Vorrei fare la blefaroplastica inferiore. Quando mi guardo la mattina allo specchio non mi piace il grasso sotto gli occhi».

«Guardiamo ciò che siamo dentro»

Tra chi è a favore della chirurgia per stare bene con se stessi, c'è anche che preferisce godere del proprio aspetto che invecchia e cambia. Come Minnie Monoprio, scrittrice e attrice, che in 83 anni di vita non ha mai ricorso a ritocchini. «Ma perché piuttosto non guardiamo ciò che siamo dentro?», commenta. «Io non sono contraria a tutti gli interventi, soprattutto se servono per star meglio col proprio corpo. Personalmente non ho ceduto perché ero contenta di com’ero. Ho accettato le rughe, tanto è inutile turbarsi: la vecchiaia arriva ed è una benedizione arrivare in tarda età senza mdoficare niente».

A Trump interesserebbe anche una biblioteca, ne vorrebbe costruire una 'grattacielo'. Non si direbbe ( da Il Messaggero)

 

Trump progetta una biblioteca-grattacielo mentre la Florida gli dedica l'Aeroporto di Palm Beach© Ansa

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha costruito la sua enorme fortuna attraverso il mercato immobiliare di lusso. Col passare degli anni, nonostante la sua discesa in campo politico, non ha mai abbandonato quel settore, e ieri, è arrivata la sua ultima, mastodontica novità.

Il progetto

Sui suoi canali social, Trump ha pubblicato un video che mostra dei rendering digitali per la sua nuova biblioteca presidenziale. Accompagnato da una musica trionfale ed evocativa, il video svela un'imponente torre che si staglia sullo skyline di Miami, con la scritta "Trump" ben visibile.

Il video include panoramiche degli esterni e degli interni della torre, con un jet presidenziale parcheggiato nella hall, accanto a una scala mobile dorata simile a quella utilizzata da Trump per il lancio della sua campagna presidenziale nel 2015. Altre inquadrature mostrano un'enorme sala da ballo come quella che sta progettando per la Casa Bianca, una replica dello Studio Ovalegiardini pensili e una grande statua dorata di Trump

Nei titoli di coda si legge che il progetto è opera di Bermello Ajamil, uno studio di architettura con sede a Miami. Trump ha pubblicato il video senza fornire alcuna spiegazione, limitandosi ad aggiungere un link al nuovo sito web della biblioteca. Il sito riporta la dicitura "prossimamente" e include un link per effettuare donazioni.

Video correlato: Ron DeSantis firma il disegno di legge per intitolare a Trump l'aeroporto di Palm Beach (unbranded - Newsworthy (Italian))

L'aeroporto dedicato a Trump

Nel frattempo, il governatore della FloridaRon DeSantis, ha firmato ieri una legge che autorizza il cambio di nome dell'aeroporto internazionale di Palm Beach in Aeroporto Internazionale Presidente Donald J. Trump. Il cambiamento entrerà in vigore a luglio, e ufficializzerà la rinominazione dell'impianto situato vicino alla celebre tenuta di Mar-a-Lago del Tycoon.

Si allunga la lista di 'spazzini' di testate in difficoltà. L'ultimo caso: Leonardis che ha appena acquistato La Stampa, vuole cedere tutto il suo gruppo, SAE, indebitato (da Lettera43)

 

Leonardis di Sae ha appena comprato La Stampa e vuole già vendere tutto

Alberto Leonardis, presidente e amministratore delegato del gruppo editoriale Sae, anche se non ha ancora perfezionato l’acquisto de La Stampa si è già messo alla ricerca di compratori che possano rilevare il polo di quotidiani che ha creato dal 2020 a oggi.

Esborso da 22 milioni di euro da parte di un gruppo indebitato

E in effetti molti osservatori del mercato hanno valutato che l’operazione La Stampa, con un esborso da 22 milioni di euro per un giornale che produce perdite per una decina di milioni all’anno e ha in pancia una redazione di 178 dipendenti, fosse un passo davvero più lungo della gamba per il gruppo Sae, che ha i conti in rosso.

Alberto Leonardis (foto Imagoeconomica).

Al momento la Sapere Aude Editori (Sae) già controlla Il Tirreno (Livorno), Gazzetta di ModenaGazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara, comprati da Gedi nel 2020, e poi La Nuova Sardegna (rilevata nel 2022) e La Provincia pavese (nel 2025), oltre ad aver rilevato Paese Sera (2025).

Come operano questi “spazzini” di testate in difficoltà

Come insegnano operazioni simili compiute nel passato, questi “spazzini” di testate in difficoltà (e Sae è stato il partner sodale di Gedi in tutte queste dismissioni) ricevono in genere dal venditore una dote milionaria per riuscire a gestire i giornali nei primi tempi. Quando la dote si esaurisce, o li chiudono, o li rivendono a qualcun altro, o fanno pesanti ristrutturazioni per avere un equilibrio economico-finanziario.

John Elkann in visita alla sede de La Stampa (Ansa).

Lo schema usato finora da Leonardis è il seguente: lui fa da aggregatore, poi i soldi li mettono soprattutto imprenditori e politici locali. Finora però si trattava di piccole testate molto legate al territorio di competenza. Da valutare, adesso, come verrà strutturato il veicolo che acquisterà La Stampa, e se effettivamente, tra i soci di minoranza, ci sarà anche la Sportcast srl, società posseduta dalla Federazione italiana di tennis e padel, e che si occupa di editoria producendo il canale tivù Supertennis. In questo caso ci sarebbe però un cavillo da superare: lo statuto di Sportcast, nell’oggetto sociale, ammette l’edizione e la produzione di giornali, esclusi però i quotidiani. E quindi sarebbe poco adatta per l’ingresso in Sae. Si vedrà.

Leonardis possiede solo il 3 per cento di Sae

Nel frattempo, come detto, Leonardis da un lato è impegnato a finalizzare il contratto preliminare per l’acquisto de La Stampa (chiusura entro giugno), dall’altro ha già iniziato a sondare il terreno per un’ipotetica cessione di tutta la Sae, di cui lui personalmente possiede solo il 3 per cento.

Urbano Cairo (Imagoeconomica).

Tra i tavoli ai quali ha fatto pervenire il dossier Sae c’è di sicuro quello di Rcs MediaGroup, che al momento si è però detto non interessato ad affiancare al Corriere della sera e a La Gazzetta dello sport una catena di quotidiani locali (La Stampa, a tendere, diventerà un giornale locale con una redazione più che dimezzata).

Theodore Kyriakou e, dietro di lui, la prima pagina di Repubblica.

E presto sui tavoli della business community italiana potrebbe arrivare anche un altro dossier: quello di Repubblica. È noto, infatti, che il gruppo greco Antenna ha chiuso l’operazione con Gedi solo perché interessato alle radio (DeejayM2oCapital), mentre non sa che farsene del quotidiano, che perde circa 15 milioni di euro all’anno e ha una redazione di 270 giornalisti.