martedì 7 ottobre 2025

Dazi sulla pasta inaccettabili. Giorgia chiama Lollo e insieme fate la voce grossa con l'amico americano

 

La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre un dazio del 91,74% sui produttori di pasta italiani ha suscitato forti critiche da parte del governo italiano, guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il governo Meloni si è impegnato a sollecitare Washington a revocare la decisione, con il sostegno della Commissione Europea. Il dazio fa seguito a un'indagine del Dipartimento del Commercio che ha accusato due importanti produttori italiani, La Molisana e Garofalo, di aver praticato dumping di prodotti nel mercato statunitense. Il dumping si riferisce alla vendita di prodotti al di sotto del valore di mercato per guadagnare quote di mercato e in seguito aumentare i prezzi per profitto. Si prevede che il dazio entrerà in vigore nel gennaio 2026 e si aggiungerà alle tariffe esistenti del 15% sulla maggior parte delle importazioni dall'UE. Il Ministero degli Esteri italiano ha dichiarato di avere il sostegno di Bruxelles nel sollecitare Washington a riconsiderare il dazio per aiutare le aziende a proteggere i loro diritti. "La Commissione Europea, in stretto coordinamento con il governo italiano, sta cooperando con gli Stati Uniti sull'indagine anti-dumping", ha detto il vice portavoce della Commissione Olof Gill. L'associazione italiana degli agricoltori Coldiretti ha dichiarato che il dazio totale del 107% avrebbe un impatto grave sui 670 milioni di euro di esportazioni annuali di pasta dall'Italia verso gli Stati Uniti. Il presidente di Coldiretti, Ettore Pandini, ha affermato che questo scenario dovrebbe essere evitato, definendo le accuse inaccettabili e legate agli sforzi degli Stati Uniti per riportare la produzione in patria. 

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