martedì 16 giugno 2026

Premi Hemingway 2026. Lignano Sabbiadoro ( da Solo Libri, di Marzia Perini)

 

Premio Hemingway 2026: i vincitori della 42ª edizione tra memoria, resistenza e letteratura
Premio Hemingway 2026: i vincitori della 42ª edizione tra memoria, resistenza e letteratura© Sololibri.net

Sono stati annunciati il 10 giugno 2026 i nomi dei vincitori della 42ª edizione del Premio Hemingway, il riconoscimento che ogni anno trasforma Lignano Sabbiadoro in un crocevia di letteratura, fotografia e pensiero.

Dal 25 al 27 giugno cinque voci tra le più significative del panorama culturale contemporaneo si alterneranno in dialogo con il pubblico, prima della cerimonia di premiazione fissata per sabato 27 giugno alle 20.45 al Cinecity.

A selezionarli, la giuria presieduta da Alberto Garlini, con Gian Mario Villalta, Italo Zannier e il Vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia Mario Anzil.

Quest’anno i cinque vincitori disegnano una mappa del presente piuttosto precisa.

C’è chi racconta le zone d’ombra dell’adolescenza, chi studia l’anima ferita di una società iperconnessa, chi porta in scena il Friuli del 1976 come specchio di un’identità collettiva, chi testimonia con la propria vita il costo della parola libera, e chi saluta la fotografia come un’epoca che finisce. Nomi diversi, linguaggi diversi, una sola domanda di fondo: come si sta nel mondo, oggi.

Se la letteratura è la chiave per entrare nel contemporaneo, quella di quest’anno è stata consegnata a Niccolò Ammaniti, vincitore del Premio per la Letteratura.

Con Il custode (Einaudi, 2026), ambientato in un borgo siciliano e costruito attorno al giovane Nilo, guardiano di un segreto antico, Ammaniti ha saputo raccontare, come scrive la giuria,

«le zone più fragili e oscure dell’esistenza, trasformando la narrazione in uno strumento capace di interrogare le paure e le contraddizioni del nostro tempo».

Un confine quello tra fiaba e incubo che non è fermo: vibra e fa quel il male che ti aspetti.

Venerdì 26 giugno alle 21, al Cinecity, l’’autore dialogherà con Gian Mario Villalta.

Il Premio "Avventura del pensiero" va a Paolo Crepet, che con i suoi saggi, e in particolare con Riprendersi l’anima (HarperCollins, 2026), va oltre la sua proverbiale voglia di provocare. Invita, come scrive la giuria,

«a riconquistare la nostra interiorità e a sottrarci a quella forma di anestesia emotiva che rischia di spegnere desideri e passioni».

Ed è una motivazione che va a fondo in quella necessità diffusa di tutti di essere ascoltati.

Per ascoltarlo l’incontro è a sabato 27 giugno alle 17 il suo incontro, al Cinecity, con Valentina Gasparet.

Nel cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, il Premio Speciale "Lignano per il Futuro" non poteva che andare a Giada Messetti. Saggista e sinologa originaria di Gemona, con Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto (Mondadori, 2026) Messetti compie un ritorno alle radici che intreccia memoria personale e storia collettiva, la biografia di una terra ferita con la capacità di rinascere.

Una scelta che è gesto civile. Perchè ricordare con la voce di chi ha imparato a guardare lontano, oltre la sua casa. Dialogherà con lei Alberto Garlini, Venerdì 26 giugno alle 18.30, al Cinecity.

A Burhan Sönmez, scrittore turco-curdo che vive tra Istanbul e Cambridge, va il Premio "Testimone del nostro tempo". La sua storia personale, avvocato per i diritti umani ferito dalla polizia turca e poi rifugiato politico in Inghilterra, è già di per sé una testimonianza. I suoi romanzi la amplificano, raccontando, come scrive la giuria,

«il dolore, la memoria e la dignità di chi vive ai margini della storia».

Alle radici di tutto c’è la tradizione orale curda in cui è cresciuto: una lingua a lungo proibita, custodita nella memoria come primo atto di resistenza.

Presenterà Gli amanti di Franz K (Nottetempo, 2025) sabato 27 giugno alle 11, dialogando con Michela Fregona.

Chiude la cinquina il Premio Hemingway Fotografia/Fotolibro, assegnato a Paolo Gasparini, fotografo nato a Gorizia nel 1934. Con Adiós fotografía (Ediciones Mal de Ojo, 2026), Gasparini firma un commiato amaro: la fotografia seria, quella politica, poetica e solidale che ha praticato in mezzo secolo di lavoro tra America Latina ed Europa. La giuria ne riconosce

«un accorato lavoro, stimolato dall’attenzione, anche politica, al divenire umano e sociale»

L’incontro, in dialogo tra il giurato Italo Zannier e il figlio Esteban Gasparini con un video del vincitore, è in programma giovedì 25 giugno alle 21 alla Biblioteca Comunale di Lignano.

I cinque premiati, tra memoria e resistenza, letteratura e immagini, si coniugano con l’eredità di Hemingway in modo peculiare in questa edizione. Custodi di una lingua proibita, di una ricostruzione, di uno sguardo che cerca ancora di credere anche quando il mondo sembra andare altrove: tutti, a loro modo, camminano sulla soglia dove le cose finiscono e continuano allo stesso tempo. Una soglia che Hemingway conosceva bene, lui che aveva scelto proprio questo lembo di terra tra laguna e mare aperto per sostare, guardare, pensare. Per poi ripartire.

Gli incontri sono a ingresso libero ma con prenotazione su premiohemingway.it.

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