Ho sempre tenuto per me fino ad oggi ciò che ho pensato e penso tuttora di una collega tv, brava certamente, bravissima se si pensa a tante altre anche sue compagne di lavoro che andrebbero cancellate dai palinsesti - ma non lo fanno perchè hanno compagni di peso, sempre azzimati e con capelli composti laccamente. Il suo nome non dico, dico solo che attualmente ha apparizioni continue, di riffa o di raffa, in tv, come padrona di casa o ospite.
L'altra sera ha fatto l'ennesima intervista ad uno dei suoi padrini, Salvini, al quale, raccontavano i giornali, ogni mattina lei inviava un sms di augurio e di lode, generato da stima incondizionata e nessun interesse.
L'ho sempre ritenuta eccessiva, nel modo in cui si presenta anche a prima mattina in tv. Petto fuori, monili così debordanti da farla compatire. E, detto senza pudore, volgare nel portamento.
Ieri leggo un lungo articolo/panegirico dedicatogli dal quotidiano di Napoli Il Mattino. Per l'articolista lei abita a Roma, in un quartiere per ricchi, ha un salotto 'aristocratico' e la sua casa è oberata di argenteria (qualche pezzo si è visto) - neanche avessi soldi da buttare o da investire in oggetti di pessimo gusto ma d'argento, comprerei uno solo dei pezzi in mostra.
Mi disturba l'eccesso la volgarità, la burinaggine della collega; ma ciò che più mi offende nel suo caso, è che è pugliese come me. E questo non mi riesce di perdonarlo ad una corregionale.
Una pugliese non può essere così.
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