sabato 20 giugno 2026

Maria Callas. Forse fu la dermatomiosite a costarle la voce ( da Quotidiano.Net)

 Il declino vocale di Maria Callas potrebbe essere stato causato da una rara malattia autoimmune: la dermatomiosite. Per oltre mezzo secolo, i medici e i tabloid hanno attribuito la perdita progressiva della capacità canora della soprano più famosa al mondo a diversi fattori, psicologici e non. La 

Dallo stress emotivo al drastico dimagrimento – tra il 1952 e il 1954 perse 36 chili – l’eccessivo utilizzo della voce, problemi psicologici o effetti collaterali dei farmaci. E ora, a riscrivere la storia della Divina – scomparsa nel 1977 a soli 53 anni – sono i ricercatori dall’Università di Padova.

Lo studio ‘Hoarseness and Dermatomyositis: Insights from the Historical Case of Maria Callas’ propone un'interpretazione clinica diversa del caso della celebre soprano. Ecco cosa hanno scoperto e perchè è importante sapere oggi cosa significa questa malattia che colpisce laringe e corde vocali.

La soprano di origine greca Maria Callas
La soprano di origine greca Maria Callas

Cos’è la dermatomiosite

Secondo gli autori dello studio – condotto da un gruppo di ricerca dell'Università di Padova, composto da specialisti dell'UOC di Otorinolaringoiatria dell'Azienda Ospedale-Università di Padova e dell'Istituto di Storia della Reumatologia – una possibile spiegazione del declino vocale della Callas potrebbe essere la dermatomiosite, una rara malattia autoimmune che colpisce muscoli e cute e che, in alcuni casi, può interessare anche la laringe e la muscolatura respiratoria coinvolta nella produzione della voce.

“Una malattia che colpisce laringe e corde vocali”

"La dermatomiosite può manifestarsi inizialmente con disfonia isolata o predominante dovuta al coinvolgimento infiammatorio dei muscoli intrinseci della laringe, a lesioni della mucosa delle corde vocali o, più raramente, a paresi cordali”, spiega Rosario Marchese-Ragona, primo autore dello studio. 

Il caso di Maria Callas

“Nei casi descritti in letteratura – continua Marchese-Ragona – i sintomi vocali possono variare parallelamente all'attività della malattia e alla risposta alle terapie immunosoppressive. Nel caso di Maria Callas, abbiamo identificato numerose analogie cliniche e funzionali, tra cui affaticamento vocale progressivo, perdita del sostegno respiratorio, difficoltà nel mantenere la potenza del canto, disfonia fluttuante e un miglioramento parziale dopo trattamento con corticosteroidi”.

"L'applicazione retrospettiva dei criteri diagnostici storici e contemporanei suggerisce che la dermatomiosite rappresenti un'ipotesi clinicamente plausibile per spiegare almeno una parte del declino vocale e fisico della cantante”, conclude il ricercatore. 

Com’è avvenuta la diagnosi postuma. E perché è importante saperlo oggi

Lo studio ha integrato una revisione della letteratura otorinolaringoiatrica e reumatologica internazionale con fonti storiche, testimonianze mediche dell'epoca, analisi foniatriche e valutazioni delle registrazioni e delle esibizioni filmate della Callas. Oltre all'interesse storico e culturale legato alla figura di Maria Callas, il lavoro richiama l'attenzione degli specialisti sul fatto che la disfonia persistente può rappresentare una manifestazione precoce di malattie autoimmuni sistemiche.

“Mai sottovalutare la raucedine pesistente”

“Il messaggio clinico più importante – sottolineano gli autori – è che una raucedine persistente o atipica non dovrebbe mai essere sottovalutata. In alcuni casi può rappresentare il primo segnale di una malattia sistemica e richiedere una valutazione multidisciplinare che coinvolga otorinolaringoiatri, foniatri, neurologi e reumatologi”. 

Lo studio contribuisce inoltre a una rilettura scientificamente fondata della vicenda clinica della cantante, offrendo una possibile spiegazione biologica di sintomi che per decenni sono stati interpretati quasi esclusivamente in chiave psicologica, artistica o personale. 

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