giovedì 9 ottobre 2025

L'Aquila. Società di Concerti 'Barattelli'. Programma 2025-26. Nostro commento

 Il cartellone, curato dal direttore artistico Fabrizio Pezzopane, prevede 32 appuntamenti, per lo più programmati nelle domeniche comprese tra il 12 ottobre 2025 e il 26 aprile 2026. La stagione si svolgerà principalmente tra il Ridotto del Teatro Comunale e l’Auditorium del Parco, confermando la vocazione della Barattelli a valorizzare la musica da camera con solisti e ensemble di rilievo nazionale e internazionale.

Un percorso artistico che si inserisce nel quadro di un anno speciale per la città: il 2026, in cui L’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura. E allora quella foto proiettata del 1948, con il maestro Cortot e il suo pianoforte, smette di essere solo un ricordo: diventa un simbolo di continuità, di radici profonde che alimentano ancora oggi la linfa della musica.

Per questo molti programmi sono pensati specificamente per il pubblico aquilano e alcune opere sono state direttamente commissionate dalla Barattelli per l’occasione. Ciò avviene fin dal concerto di inaugurazione programmato per domenica 12 ottobre con due straordinari violoncellisti MariBrunello e Giovanni Sollima, dove, fra l’altro, sarà eseguita in prima assoluta l’opera “Dove finisce l’erba” per due violoncelli. 

Tanti altri sono i grandi artisti italiani che tornano ad esibirsi a L’Aquila come il duo pianistico formato da Pietro De Maria Andrea Lucchesini, il pianista Antonio Pappano con Luigi Piovano primo violoncello dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l’Ensemble Incanto con la direzione di Fabio Maestri, il giovane talento del violoncello Ettore Pagano con il pianista Maximilian Kromer, la violinista Francesca Dego alla quale è affidata anche la prima assoluta dell’opera, commissionata dalla Barattelli, “Gli occhi di Giulia” di Francesco Antonioni su testo tratto da “Piume nel tempo” di Giuliano Dego.

La serie prosegue con la pianista Beatrice Rana, la violoncellista Miriam Prandi insieme alla pianista Gloria Campaner, il trio composto da Lorenza BorraniFrancesco Dillon e Martina Consonni, il violista Sabatino Servilio che, insieme al pianista Monaldo Braconi, dedica la sua composizione “Molteplice” all’ottantesimo della Barattelli, in prima assoluta insieme a un omaggio musicale al compositore aquilano Antonello Neri.

E poi anche Carlo Crivelli, altro grande compositore che per tanti anni è stato protagonista della scena musicale aquilana, noto al grande pubblico anche per celebri colonne sonore di film, dedicherà una nuova opera alla Barattelli, che sarà presentata dal pianista Pasquale Evangelista in un concerto monografico a lui dedicato. Torna anche il Quartetto di Saxofoni Accademia, orgoglio abruzzese che, fra l’altro, presenterà in prima assoluta l’opera “Respiri di quiete mobile” per quartetto di sax del compositore Fabia Massimo Capogrosso, docente del Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila.

Fra le “star” internazionali si segnalano il ritorno del Quartetto Gringolts con la violista Lily Francis e il violoncellista Christian Poltera i grandi pianisti Ian Lisiecki e Nikolai Lugansky, il duo formato da Sergey Lusine Khachatryan, oltre ad ospitare il vincitore del prossimo Concorso Chopin di Varsavia. 

Nel corso della stagione è affidato al Quartetto Armida l’avvio dell’esecuzione integrale dei Quartetti di Schubert che si snoderà per tre stagioni fino al 2028, anno di celebrazione dei 200 anni della morte del grande compositore. Altri due anniversari, il centenario della nascita di Luciano Berio e il 150mo di Maurice Ravel saranno celebrati il 22 ottobre dalla Bottega Sonora Ensemble formata da giovani musicisti aquilani ed abruzzesi con la direzione di Nicola Gaeta.

Per gli appassionati di musica antica imperdibili sono i seguenti appuntamenti: il 9 novembre con l’Accademia Bizantina guidata da Ottavio Dantone, il 1 febbraio con un concerto dedicato a Vivaldi con L’Arte dell’Arco guidata da Federico Guglielmo, il 12 febbraio con i fiati dell’Orchestra Theresia, un’orchestra internazionale composta da musicisti di età inferiore a 28 anni provenienti dalle maggiori scuole europee di musica antica. 

Per la Giornata della Memoria sarà presentato il melologo “La Musica miracolosa. Storia del pianista del ghetto di Varsavia” di e con l’attore Stefano Valanzuolo con il pianista Francesco Nicolosi, ispirato alla figura del pianista sopravvissuto Szpilman, la cui storia è stata raccontata dal celebre film “Il pianista” di Roman Polanski. 

Fra i progetti speciali e innovativi si segnalano alcuni eventi legati a importanti anniversari. L’8 febbraio sarà eseguita l’opera della compositrice aquilana Roberta Vacca: “Di-Vin In-Canto” che comprende un organico originale utilizzando una intera batteria di cucina. Il 12 febbraio è la volta di una performance in live electronics della violoncellista Flavia Massimo e la contrabbassista Caterina Palazzi. Un altro progetto originale è quello presentato dall’ensemble Micrologus: “Giullari di Dio. Alle origini della lauda italiana”, nell’ottavo centenario del Cantico di Frate Sole. Infine il 19 aprile si troveranno insieme il celebre Ars Trio di Roma con il trio di percussionisti performers Ars Ludi per una originale esecuzione, fra l’altro, della Sinfonia n. 15 op. 141 di Shostakovich. 

Anche il jazz è protagonista con una serie di appuntamenti. Torna a fine dicembre Natale in Jazz, grazie alla rinnovata collaborazione con Umbria Jazz, che porterà a L’Aquila tre eventi (fuori abbonamento) con artisti internazionali. La rassegna sarà anticipata il 22 novembre con un concerto originale che trova insieme Danilo Rea e Dado Moroni. Il concerto di chiusura del cartellone è affidato a Roberto Gatto che, con un ensemble di musicisti jazz straordinari, presenterà una sua rivisitazione della celebre commedia musicale “Rugantino”.

Non mancheranno i concerti del Circolo Giovani Amici della Musica per far conoscere nuovi talenti, in particolare abruzzesi, gruppi pop e progetti originali ai quali si aggiungono appuntamenti in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila e le Conversazioni a Palazzo Di Paola con il coinvolgimento di esponenti illustri della letteratura e della cultura nazionale.

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 Ricordo un viaggio  a Sansepolcro, dove avevo coinvolto -  gentilmente accettato - Giorgio Battistelli in una celebrazione dalla banda, complesso musicale a lui tanto caro.

 Anche alle sue orecchie era arrivata l'eco della mia direzione artistica a Città di Castello, da tutti apprezzata,  ritenuta una delle migliori della storia recente - senza modestia - di quello storico festival( Festival delle Nazioni, fondato negli anni Settanta da Lisy e poi proseguito da Giuseppe Juhar).

 Parlammo anche della direzione artistica della Barattelli,  società di cui  era presidente e 'gran maestro', dopo esserne stato direttore artistico, proponendomi, anche perchè l'attuale direttore, allora  non in carica, mi aveva detto, incontrandomi - perchè non vieni a fare il direttore artistico della Barattelli'? Glielo riferii, ma Lui, Battistelli aveva altri nomi in testa ( in quegli anni Mastropietro, Barbieri e poi di nuovo, a vita, Pezzopane), Fece naturalmente Battistelli orecchie da mercante, trincerandosi dietro il 'comitato artistico'  che doveva avallare ogni nomina;  ben sapendo che avrei preteso libertà nella direzione. Come non sembra esserci stata nelle successive programmazioni fino alla attuale. Nella quale sono evidenti  proposte  ed esigenze di agenzie, ma anche pressioni del territorio,  e una programmazione, certo diversa da un festival, ma senza nè capo nè coda. Apprezzai anche in quell'occasione la capacità di Battistelli  di uscire dall'angolo nel quale involontariamente lo avevo messo.

Molte volte mi sono ricordato, in diverse occasioni, quel che mi aveva detto una mia conoscente musicista: certe carriere si costruiscono proprio così, galleggiando senza affondare nessuno; e, se si vuole galleggiare sempre, occorre sapersi  tirar fuori da situazioni imbarazzanti con  apparente eleganza, e nonchalance.

 Ed è ciò che Battistelli sa fare ed ha sempre fatto, altrimenti non avrebbe girato, da direttore artistico, l'Italia tutta, dalle Alpi alle Piramidi... dove non è ancora mai sbarcato, ma lo farà prossimamente. Ne sono certo.(Pietro Acquafredda)

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