venerdì 30 marzo 2018

Vi raccontiamo come nacque 'SCENA DI VENTO' per piccola orchestra di Salvatore Sciarrino. A futura memoria

Dopo aver raccontato l'altro ieri l'origine del Quartetto n.9  per archi di Salvatore Sciarrino, tenuto a battesimo il 29 settembre 2012, a Sansepolcro, dal Quartetto Prometeo,  nella Sala del Museo Civico, dove è tornato a risplendere, fresco di restauro, l'affresco di Piero della Francesca, La Resurrezione, crediamo  utile ricordare le circostanze nelle quali nacque un'altra composizione di Sciarrino, che fummo noi a suggerire ed a far commissionare dal Festival delle Nazioni di Città di Castello, nell'anno 2004, quando avemmo la responsabilità della direzione artistica del festival tifernate.
Anche perchè il musicista,  che pur ha scritto numerose presentazioni per le sue composizioni, raccontandone talvolta anche la genesi,  per quei tre pezzi che compongono ' Scena di vento' non  scrive nulla nel suo catalogo ufficiale, oltre  l'annotazione del festival che glieli commissionò.

 Verso la fine del festival, edizione XXXVII del 2004, che ci proponemmo fosse dedicato interamente alla 'Nuova Italia' - a mostrare cioè le nuove generazioni di interpreti ed anche a far riascoltare i grandi capolavori della musica italiana - precisamente il 4 settembre, negli Ex Essiccatoi del Museo Burri,  mettemmo in calendario l'esecuzione del celebre melologo di Richard Strauss Enoch Arden da Tennyson.
 Per quell'esecuzione, in un luogo così suggestivo, invitammo due  artisti fra i più apprezzati della scena teatrale e musicale italiana. Piera Degli Esposti, voce recitante, e Emanuele Arciuli, pianoforte.

Ci interessava  affermare soprattutto il valore di questo pianista che  una bella fetta della sua attività di interprete aveva destinato alla musica d'oggi ed a quella americana del Novecento. Piera Degli Esposti era  ed è tuttora un monumento vivente del nostro teatro e dunque per il nostro festival era un grande onore ospitarla.

Enoch Arden ci fece venire l'idea di chiedere a Sciarrino di scrivere  qualcosa da abbinare a quel melologo, che lo incorniciasse in qualche modo -  perchè, come nel caso del Quartetto n.9, la nostra designazione a direttore artistico avvenne con ritardo e chiedere al m. Sciarrino  di scrivere  per il festival  (alla cui direzione lui stesso ci aveva proposto) una composizione  autonoma,  risultò imposssibile a  causa dei suoi precedenti gravosi impegni compositivi.

 Fu così che nacquero quei tre pezzi per un ensemble strumentale abbastanza sui generis ( affidati a strumentisti dell'Orchestra Verdi di Milano, diretti da Roberto Polastri), e che punteggiarono il melologo straussiano, fungendo da preludio interludio e finale. E, infatti, nel catalogo del festival Sciarrino aveva specificato : Tre sipari per Enoch Arden. Questa  specifica, poi scomparsa nel catalogo ufficiale del compositore;  e della Scena di vento, articolata in tre pezzi per ensemble, s'è persa ogni nozione circa la sua origine.

Quella serata fu memorabile. Chissà che una volta Radio Tre non la rimandi in onda, così come la registrò e trasmise in diretta. Era Radio Tre guidata da Michele Dall'Ongaro che con il 'nostro' festival si mostrò molto interessato. Temiamo che pensasse già a come fra fruttare negli anni seguenti quella sua benevola attenzione - come ha fatto tante altre volte con  altri festival e istituzioni.Ma forse questo è solo un nostro cattivo pensiero. (Nè noi,  nè lui,  potevamo sapere che sarebbe stata l'unica edizione a noi affidata, a causa di dissidi  con  i reggitori  amministrativi del festival che mal tollerarono la nostra autonomia  decisionale nel campo della programmazione artistica.  Chi ha preso il nostro posto è lì da quindici anni. Chissà perchè! )

P.S. Ieri ascoltando per radio, a Radio Tre appunto, una intervista a Mario Messinis, a proposito del Bologna Festival, la cui direzione artistica gli  è affidata  ininterrottamente dal secolo scorso (dal 1993, e quindi da 25 anni, mentre lui di anni ne ha 86) ci è venuto da domandarci come mai la nostra direzione del Festival delle Nazioni , nonostante sia stata una delle più belle edizioni della sua storia, sia durata solo un anno e quella di Messinis al Bologna Festival duri da parecchi decenni. Non siamo riusciti a trovare una risposta  soddisfacente e logica. 
 Se qualcuno dei nostri lettori riuscisse a trovarla e ce la indica, gli saremmo grati.

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